• Italian
SKA header
Home arrow Medicinal Plants Glossary
Piante Medicinali
All
All ° A ° B ° C ° D ° E ° G ° H ° J ° K ° L ° M ° N ° P ° R ° S ° T ° V

There are 40 entries in the glossary.
Pages: 1
Term Definition
Amalaki

Nome Latino: Emblica Officinalis, geartn. (Phyllanthis emblica, Linn)

Famiglia: Europhorbiaceae
Morfologia: Albero di media altezza alto circa 8-10 metri. Corteccia: nero verdognola, sottile. Foglie: oblunghe che assomigliano a quelle del tamarindo, ma più piccole e più sottili. Fiori: con picciolo molto lungo. Infiorescenze. Frutti: rotondi del diametro di 1-2.5 cm. Carnosi, giallo-verdognoli quando sono acerbi. Ci sono sei linee verticali su ogni frutto. Semi: a sei facce, duri. Grosse bacche che pesano fino a 50-60 gr. Il frutto maturo, quando diventa rosso-giallognolo, può essere usato in medicina. La pianta dà i frutti da ottobre a febbraio.
Amalaki.jpgNome sanscrito: Aamalaki
Nome inglese: Indian Goose Berry
Tipo: Albero
Usi: Rinfrescante, diuretico, stomachico, antibatterico, antivirale, ringiovanente, afrodisiaco, pacifica i tridosha, utile per le ulcere gastriche, per l’epatite, e le bronchiti.
Parti usate: Frutti, tronco, corteccia, foglie, semi
Dose:Succo: 10-20 ml, polvere: 1-2 gr
Ingredienti: Acido gallico, acido tannico, vitamina C, calcio, albumina
Preparazioni: Chawan Prash, Dhatrileha, Churna
Habitat: In tutta l’ India (foreste decidue secche)
Coltivato da: Semina, germogli, margotta
Altre coltivazioni: N-7
Quantità a sacco: 2 kg
Distanza di semina: 10*10 piedi
Stagione di semina: Prima dei monsoni, clima temperato
Terreno: Terreno argilloso ben drenato, terreno leggero/pesante, moderatamente alcalino e acido
Irrigazione: Le piante giorni vengono annaffiate ogni due settimane, in dicembre per 10 gg
Fertilizzante: 10kg di concime di cortile da fattoria per pianta
Cure: Non disturbare le radici
Tempo di maturazione: 6-8 anni
Produzione: 200-300 kg a pianta
Valore di mercato: Polvere di frutti:300 rps, futti freschi: 60 rps
Altre preparazioni:
Amalaki è una delle erbe menzionate in tutti gli antichi scritti di Ayurveda. E’ citata in vari scritti arcaici sanskriti come Rgveda, Skanda, Purana, Ramayana, Garuda Purana, Prabhu Samhita, come pure nella famosa rappresentazione scenica Vikramorvasiya del grande drammaturgo Kalidasa. La famosa storia di Cyavana, un antico veggente, cita come egli fosse stato ringiovanito da Asvinikumaras grazie a un preparato che conteneva principalmente frutti Amalaki. Fin da allora il preparato è conosciuto come Cyavanaprasa. Cio’ testimonia l’antica eredità di Amalaki in India. Amalaki è chiamata Dhatri o “nutrice”, poiché è paragonabile a una nutrice o madre, nelle sue proprietà curative e lenitive. E’ anche chiamata Santa - pacificatrice Vajastha - custode della giovinezza, Amrtaa - un’ambrosia, vrsya - un afrodisiaco, Siva - benefica a tutta la natura ecc.
Maharsi Caraka si riferisce ad essa come uno dei principali tra i rasayanas. Il rasayana, o ringiovanente, mantiene lunga vita, intelligenza, memoria, salute, giovinezza, splendore, voce, carnagione, forza e desiderio sessuale (Caraka Samhita, Cikitsa A4). Amalaki è un tonico completo e un ringiovanente. Può essere dato a persone con qualunque tipo di costituzione, maschi o femmine, dalle più’ giovani alle più’ anziane. E’ un rasayana universale. La pianta è anche classificata come praja sthapana - promotrice della riproduzione, vrsya - aumenta i fluidi seminali, vayahsthapana - ritarda l’invecchiamento, virecanopaga - aiuta l’evacuazione. (Caraka Samhita, sutra A4). Amalaki è raccomandata come medicina per eccellenza nel trattamento del diabete (Astanga Hrdaya, Uttara Sthana, A-40, 46, 58) e mantiene la giovinezza.
La pianta cresce in tutta l’India fino a 4500 piedi. La dimensione dell’albero va da piccola a media, a foglie caduche con un tronco bitorzoluto. La corteccia è di colore verde nerastro, sottile e squamosa in piccole squame sottili come la carta. Le foglie sono lunghe 10-12 cm. e larghe da 2 a 6 cm, disposte lungo i ftisti fittamente. Esse assomigliano alle foglie del tamarindo. I fiori sono giallo - verdi in axillare, a ciuffi sui rametti con le foglie. I frutti sono carnosi, di colore giallo chiaro, glabri, con un diametro da 1 a 25 cm. Ci sono 6 solchi verticali, che racchiudono 3 gruppi di semi crostacei, doppi. La varietà di frutti Banarasi è ritenuta la migliore. Ogni frutto di questa varietà pesa approssimativamente 45 - 50 grammi e ha un piccolo seme con molta polpa. Il frutto maturo che ha una sfumatura rossastra sul colore giallo verde è selezionato a scopo medicinale. Il nome botanico di Amalaki è Phillantus Emblica e appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae. Il frutto è una ricca fonte di vitamina C. Dieci grammi di frutto fresco contengono 600-900 mg. di vitamina C. Sorprendentemente, ogni frutto contiene 20 volte più’ vitamina C di quanta ne contenga un’arancia. Un recente studio ha evidenziato come i frutti perdano vitamina C maggiormente quando sono essiccati al sole che non all’ombra. Acido ellagico è presente nella scorza.
PROPRIETA’ AYURVEDICHE
Nonostante Amalaki abbia 5 sapori (rasa): aspro, dolce, astringente, amaro e pungente, è essenzialmente aspro e ha un effetto post-digestivo dolce (vipaka) e una potenzialità fredda (virya). Allevia i tre dosha- Vata, Pitta, Kapha. E’ usato soprattutto per alleviare gli squilibri di Pitta. Ha gli attributi laghu (leggero), ruksa (secco) e sita (freddo). Quando è usato esternamente, allevia la sensazione di bruciore sulla pelle ed è benefico per la pelle e per i capelli. (Bhavaprakasa)
USI MEDICINALI
Le radici, le foglie, i semi e soprattutto i frutti sono usati a scopo medicinale. Amalaki è usata sia internamente che esternamente. Esternamente il succo del frutto è usato per un lavaggio ai capelli allo scopo di prevenire incanutimento prematuro e caduta. Esso da’ ai capelli lucentezza e morbidezza. L’olio medicato di Amalaki può essere usato per lo stesso fine. Il decotto del succo di frutta pulisce e cura velocemente le ferite. La pasta della polpa del frutto è applicata sulla pelle per ogni sensazione di bruciore. Il succo instillato negli occhi è benefico nei problemi oculari. La superficie della scorza masticata allevia il male ai denti. Internamente, Amalaki è usata per innumerevoli problemi. Migliora l’appetito, la digestione, allevia la stitichezza, combatte l’iperacidità. Amalaki è raccomandata nel trattamento dei problemi dermatologici, raktapitta, epatite, diabete, anemia, disordini urinari e amenorrea. Nei capogiri dovuti a pitta aggravato, il succo del frutto unito a eguale quantità di zucchero candito è molto utile. Lo stesso può essere usato in problemi urinari come sensazione di bruciore e frequenza nella minzione. L’iperacidità può essere ben controllata con un misto di succo di Amalaki, zucchero candito e un pizzico di polvere di seme di cumino.
“Rasayana Curna” è usato con grande beneficio per alleviare l’eccessivo calore corporeo ed è un anabolico che nutre tutti gli elementi dei tessuti - dhatu. Può essere preparato con parti uguali di polvere di frutti essiccati di Amalaki, Goksura e stelo Guduci. Quotidianamente, all’inizio della mattina, 3 grammi di Rasayana Curna uniti a 5 grammi di miele e ghee sono assunti. Questa preparazione agisce da ringiovanente. Amalaki è definita erba per eccellenza per il diabete. (Astanga Hrdaja, Uttara Sthana, A-40 / 48). Su questa proprietà di Amalaki si richiedono ulteriori studi scientifici. Amalaki e Haritaki hanno molte proprietà simili. Varie preparazioni di Amalaki sono possibili per la sua proprietà ringiovanente. E’ anche il miglior tonico nervoso, è efficace per aumentare la memoria e l’intelletto alleviando lo squilibrio di sadhaka Pitta. Amalaki è usato in rakta Pitta con risultati infallibili. Come ringiovanente, è un medicamento estremamente ricco. Ha sollevato l’attenzione del mondo intero grazie alle sue proprietà di sostegno alla longevità e di preservazione della giovinezza.
PREPARAZIONI AYURVEDICHE
Triphalacurna, Cjavanaprasa, Dhatrileha, Brahmya, Rasayana, Amalakj adi Curna, Amalaki Rasayan ecc.

 
Ardraka

Latin Name: Zinziber officinalis, Linn
Gender: Scitaminaceae

The fresh ginger in Sanskrit is known as Ardrak, whereas the dry ginger is shunthi. Ginger as a medicinal plant is well known in India and China since long ago. It is referred to as maha aushadhi, meaning a great medicine and also vishvabheshaj, the universal medicine.
The plant grows widely in India, Jamaica, Nigeria, Taiwan, Sri Lanka and South East Asian countries. It is a slender, perennial rhizomatous herb, grown in the warmer and moist areas. When fully grown, it reaches up to 90 cm. in height.  The leaves are 15-30 cm. long, 2-3 cm broad.  The rhizomes are thick, lobed and aromatic.

Ardraka.jpg Part used: Rhizome
Ayurvedic properties:
taste: pungent
post digestive effect: sweet
potency: hot

Attributes: sharp, heavy and hot
Dosha: alleviates all three doshas
Actions: appetiser, antiflatulent

Medicinal Usage

External:
- a paste of ginger powder and turmeric (1:1) is applied on boils, with great   benefit
- in earache, a few drops of ginger juice are used as ear drops
- smearing of a ginger paste on affected area is beneficial in backache
- the paste of dry ginger applied to gums along with a little salt, mitigates   toothache

 

Internal:
- chew a small piece (one inch long) of ginger with little salt before meals, to improve the appetite and taste and to cleanse the tongue and throat
- the same, with rock salt, mitigates indigestion, constipation and flatulence
- a mixture of juices of ginger and onion (1-3 tsp.) abates vomiting and nausea
- the juice of ginger (2-3 tsp) with honey (1-2 tsp.) is benevolent in colds, cough and asthma
- for chronic cough and colds, prepare a tea of 1/2 tsp. each ginger paste, cloves and cinnamon powder. Add a little honey to it and drink
- to alleviate general swelling all over the body (anasarca), start consuming ginger with jaggery in gradually increasing dosage from 2 to 20 gm, for a duration of one month
- Ardraka Khanda is a domestic recipe as a general tonic, as well as an appetiser.  For that, take ginger juice 50 ml + 250 gm sugar + 50 gm almonds powder + 25 ml milk, cook it until solid cubes are formed
- dried ginger (shunti) binds the stools by absorbing the water contents, whereas the fresh ginger breaks down the faeces
- ginger should be used sparingly in the summer and conditions of vitiated Pitta dosha.

 
Arka

Nome Latino: Calatropis procera, R.Br

Famiglia: Asclepiadaceae
Morfologia: Pianta rampicante alta 1-2 metri. Stelo: robusto. Corteccia grigio fumo e fibrosa. Foglie 10 X 15 cm x 2,5 – 7 cm di lunghezza. Oblunghe, soffici sopra e pelose sotto. Fiori: bianchi con striature rosse sulla parte alta. Frutti: lunghi e ricurvi, si spogliano della lanugine quando sono secchi e la disperdono nell’aria con i semi attaccati. Semi: piccoli, neri. Dà i frutti in estate. Alcune piante di Arka producono una sostanza solida che viene raccolta.
Nome sanscrito: Ark
Nome inglese: Gigantic swallow wort
Tipo: Arbusto
Usi: Allevia Kapha e Vata, analgesico, utile per le artriti, anti infiammatorio
Parti usate: Corteccia delle Radici, fiori, foglie, lattice
Dose: Polvere: 05-1 gr, lattice:0,5 – 3 ml
Ingredienti: Tripsin, calotropin, uskerin
Preparazioni: Ark lavan, tail, praval panchamrit
Habitat: Secco e arido, terreni sabbiosi, lande deserte
Coltivato da: Semina, germogli, margotta
Quantità a sacco: 5 kg
Distanza di semina: 5 piedi
Stagione di semina: Tutte
Terreno: Lande aride e deserte, zone aride
Irrigazione: a sufficienza
Tempo di maturazione: 6-12 mesi
Produzione: Corteccia delle radici: 1 kg per pianta, foglie: 5-6 kg per pianta, lattice: fino a 400 ml per pianta
Valore di mercato: Corteccia delle radici: 60 rps al kg

 
Bhumyamalaki

Phyllantus Niruri

    E’ una delle erbe menzionate in tutti gli antichi scritti di Ayurveda. E’ conosciuta anche come tAmalaki, baupatra, bhudhatri, visnupami, uttama, ecc.. Maharsi Caraka l’ha classificata come kasahara - alleviatore della tosse, e svasahara - alleviatore dell’asma. (Caraka Samhita, Sutra, A-4). E’ stato citato nei testi ayurvedici che Bhumyamalaki stimola l’appetito, è digestiva, lassativa e stimolante del fegato. E’ benefica nella tosse, asma, problemi urinari, itterizia, malaria e ingrossamento del fegato e della milza. Nell’ultimo decennio, Bhumyalaki ha Bhumyamalaki.jpgattratto l’attenzione di scienziati di tutto il mondo grazie alla sua funzione epatoprotettiva. Tutte le forme epatovirali hanno una patologia comune di infiammazione acuta di tutto il fegato. La necrosi cellulare epatica viene associata alla funzione leucocitica e istiocitica. Attualmente sono conosciute 5 varietà di epatite virale ma le principali sono l’epatite A e l’epatite B. Nessuna terapia specifica efficace è di fatto disponibile per il trattamento di epatiti causate da questi virus. Bhumyamalaki ha mostrato efficacia clinica nelle epatiti B secondo moderni parametri.
Bhumyamalaki cresce in tutta l’India, più’ comune nelle regioni centrali e meridionali.     E’ un’erba annuale che raggiunge 30-60 cm di altezza. E’ piuttosto glabra, lo stelo è spesso ramificato alla base. Le foglie assomigliano a quelle di Amalaki ma sono più’ ruvide e spesse. Sono oblunghe e ottuse, numerose e a coppie. I fiori sono giallastri, axillari e numerosi. I fiori maschili sono raggruppati uno-tre mentre i fiori femminili sono solitari. I frutti sono globulari, a forma di capsule pressate e i semi sono di colore marrone chiaro. Ci sono 3-4 varietà di Phillanthus. Il nome botanico di Bhumyamalaki è Phillanthus niruri e appartiene alla famiglia delle euforbiacee. 
PROPRIETA’ AYURVEDICHE
Bhumyamalaki è amaro, astringente e dolce nell’effetto post-digestivo (vipaka) e ha potenzialità fredda (virja). Allevia i dosha Kapha e Pitta. Ha qualità leggera (laghu) e secca (ruksa). E’ usato soprattutto come mitigatore di Pitta ed è efficace nella sete eccessiva, nell’iperacidità, nell’anemia, nella tosse e negli squilibri sanguigni (Bhavaprakasa Nighantu).

USI MEDICINALI
Il succo dell’intera pianta è usato a scopo medicinale. La pasta delle sue foglie viene applicata esternamente nei problemi cutanei, nelle ferite e nelle ulcere. Nelle fratture, la polpa delle foglie unita a sale viene applicata esternamente per accelerare la guarigione. Nei problemi agli occhi, le radici triturate e unite ad acqua di riso e a sale sono applicati sulle palpebre. Il succo della radice unito a zucchero è instillato nelle narici in caso di singhiozzo.
Internamente è benefica in problemi gastrointestinali come perdita di appetito, stitichezza, iperacidità e sete eccessiva. Mitiga anche diarrea e dissenteria. Il decotto di Bhumyamalaki aumenta le fùnzioni epatiche ed è usato come purificatore del sangue nell’epatosplenomegalogamia (ingrossamento di fegato e milza). E’ tranquillizzante di Pitta. Nelle donne, la menorragia e la leucorrea sono efficacemente trattate con i semi di Bhumyamalaki. Essi sono efficaci anche in problemi urinari, diabete e febbre cronica. Il succo fresco dell’intera pianta agisce efficacemente se dato con ghee nella menoragia. Nel diabete la miscela di polveri di Bhumyamalaki, Cardamomo, Zenzero e Amalaki è benefica. La sete eccessiva dovuta a squilibrio di Pitta risulta alleviata con un decotto dell’erba nel latte. Bhumyalaki può essere anche di aiuto come tonico generale nella debilitazione ed ha una azione blandamente diuretica, per cui è utile come complementare nel trattamento di disuria. L’effetto di Bhumyamalaki sui portatori cronici del virus di epatite B è stato studiato clinicamente. “In uno studio preliminare, i portatori di epatite B furono trattati con la preparazione della pianta Phillantus Niruri per 30 giorni. 22 su 37 (59%) pazienti trattati avevano perso l’antigene superficiale dell’epatite B quando furono testati 15-20 giorni dopo la fine del trattamento a paragone con soltanto 1 su 23 (4%) controlli trattati con placebo. Alcuni soggetti furono seguiti per 9 mesi. In nessun caso l’antigene superficiale ritorno’. Osservazioni cliniche rivelano pochi o nessun effetto tossico. I risultati incoraggianti di questo studio preliminare orientano a continuare a valorizzare la pianta e i principi attivi da essa isolati” (The lancette, 1 ottobre 1988 pag. 764-766).
PREPARAZIONE AYURVEDICA
Bhumyamalaki svarasa (succo fresco) e polvere di pianta essiccata. Non ci sono formulazioni generiche.

 
Bibhitaka

Terminalia Belerica

Nome Latino: Terminalia Belerica (Retz)

Famiglia: Combrataceae
DSC00327.JPG Morfologia : Albero di altezza tra i 20 e i 26 metri. Il fusto è diritto, robusto e di colore marrone scuro. Le foglie sono lunghe da 8 a 16 cm circa. Assomiglia vagamente all’albero Banyan (Fico del Bengala). Ha due noduli all’apice del picciolo delle foglie che sono mediamente lunghe da 1,5 a 2 cm. I fiori sono giallognoli o bianchi con una infiorescenza lunga da 1,5 a 4 cm. I frutti hanno un diametro di 1- 1,5 cm e sono marroni o grigio fumo, rotondi. Il frutto chiuso all’apice con, all’interno, un seme duro. Fiorisce in Maggio e fa i frutti dopo un anno. La polpa dei semi ha sapore dolce, ma produce mal di testa.


Nome sanscrito : Bibhitik
Nome inglese : Beleric Myrobalan
Tipo: Albero
Usi: Pacifica Kapha e Pitta, astringente, Usato per l’asma, per purificare il sangue, per i problemi di pelle, indigestione.
Parti usate: Frutti
Dose: da 1 a 3 gr
Ingredienti: Tannino, B-sisterolo, acido chebulico
Preparazioni: Triphala Churna (Polvere), Bibhitak Tail (olio)
Habitat: diffuso sul territorio indiano
Coltivato da: Semi, piante giovani
Quantità a sacco : da 4 a 5 Kg
Distanza di semina: 15 X 15 Ft (piedi)
Stagione di semina: prima dei monsoni
Terreno: zona collinosa
Irrigazione: regolare
Fertilizzante: letame agricolo
Tempo di maturazione: da 5 a 7 anni
Produzione per sacco: da 300 a 500 Kg per pianta
Valore di mercato: Polvere del frutto 50 Kg

 
Cassia Fistola

AragvadhaNome Latino: Cassia fistola, linn

Famiglia: Leguminoseae
Morfologia: Albero di altezza 8-10 metri.fusto: dritto, verde o rossastro, la corteccia è morbida. Foglie: formate da un insieme di 8-16 paia di foglie lunghe circa 25 cm. Fiori: infiorescenza con bei fiori gialli. Frutti: 0,33 – 1 mt x 2,5 cm. Guscio duro che racchiude una polpa nera divisa in spicchi. Semi: piatti, lisci. Possono essere separati dalla polpa dopo che si è lasciato il frutto seppellito sotto la sabbia molto calda per alcuni giorni.
Nome sanscrito: Aragwadh
Nome inglese: Purging Cassia
Tipo: Albero
Usi: Purgativo, febbrifugo, anti infiammatorio, vermicida, allevia Vatapitta, pacifica Kapha e Pitta
Parti usate: Polpa dei frutti, corteccia delle radici, foglie
Dose:Polpa:  5-10 mg
Ingredienti: Fistucasidine, fistuline
Preparazioni: Aaragwadhadi kashay, Mahamanjishthadi Kashay
Habitat: in tutta l’India, nella parte alta delle foreste decidue
Coltivato da: Semina, germogli, margotta
Quantità a sacco: 2 kg
Distanza di semina: 10*10 piedi
Stagione di semina: Ampia gamma di condizioni climatiche (semina: marzo-Aprile)
Terreno: Terreno poco profondo con rocce granitiche e sabbiose
Irrigazione: Regolare
Cure: Proteggere dalle erbe infestanti
Tempo di maturazione: 2 anni, germinazione 6-52 giorni
Produzione: 100-200 kg a pianta
Valore di mercato: Polpa dei frutti 50 rps al kg

 
Cocus Nucifera

Usi Medicinali

  • L'acqua di cocco, ricavata dai frutti maturi ha proprietà dissetanti, rinfrescanti e leggermente lassativa
  • Le radici vengono utilizzate nei luoghi d'origine per curare i disturbi gastrici
Fusto
colonnare e slanciato, alto dai 20 ai 40 m, con un diametro alla base di 50-70 cm, più sottile 25-35 cm in alto, con la liscia superficie di colore grigio, segnata dalle cicatrici a forma di anello, lasciate dalle foglie e dai racemi caduti, e termina all'apice con una corona di grandi foglie paripennate.
Radici
fascicolate, cilindriche, di diametro uniforme, di notevole sviluppo ma dalla vita breve, sostituite dalle radici che si sviluppano dalla base della pianta, e che si estendono negli strati superficiali del terreno, le radici aeree avventizie si sviluppano dal colletto della pianta, fino ad 1 m di altezza, con particolari formazioni lenticellari.
Foglie
paripennate, lunghe 4-5 m, con la base dilatata a formare una larga guaina, erette nei primi 2 anni di vita, successivamente cadenti, formate da leggerissime foglioline, allungate e brevemente picciolate, divise in due, molto striate e leggermente arcuate.
Fiori
piccoli giallastri, riuniti in infiorescenze a spadice, ramificate in circa 50 rami secondari, protette esternamente da una grande spata concava, ogni pianta porta annualmente da 6 a 12 infiorescenze, prodotte in tempi diversi. Nella parte basale dei rami dello spadice si trovano generalmente 5 fiori femminili, formati da un perigonio di 6 tepali, a lobi inspessiti, disposti su 2 verticilli embricati, formati da 3 elementi, gli stami sono rudimentali, l'ovario è formato da 3 carpelli, di cui solo uno verrà fecondato. I fiori maschili, sono molto numerosi, circa 300 per ogni ramo dello spadice, con un perigonio di 6 elementi, hanno 6 stami, 1 pistillo rudimentale che nella parte apicale ha 3 denti provvisti di ghiandole nettarifere, per attirare gli insetti pronubi. L'impollinazione è anemofila ed entomofila.
Frutti
drupe voluminose (noci di cocco), di circa 1 Kg. di peso, che si formano dopo 2 settimane dalla fioritura, e crescono rapidamente per circa 6 mesi. Hanno esocarpo liscio e sottile generalmente di colore rosso-brunastro, mesocarpo fibroso e leggero a maturità che è strettamente unito all'endocarpo legnoso e durissimo, e che presenta alla base 3 fori, esso è strettamente adeso al tegumento del seme che racchiude.
Semi
ha un tegumento sottile di colore bruno, strettamente aderente all'endosperma ricco di grassi (copra), formato da uno strato spesso 1-3 cm che forma una cavità contenente un liquido lattiginoso (latte di cocco), l'embrione è avvolto dall'endosperma ad una estremità del frutto. La germinazione avviene con la produzione di un austorio che si sviluppa all'interno del seme formando un tessuto carnoso detto pomo, e dalla parte opposta si forma il cotiledone che fuoriesce dal frutto da un poro del pericarpio, dando origine alla gemma da cui si sviluppa il fusto con le foglie e le radici.
Habitat
generalmente sulle coste delle regioni tropicali, con precipitazioni annue tra i 1.300 e i 2.000 mm, fino ad altitudini di 600 m s.l.m.
Diffusione
fascia tropicale tra i 20°-25° di latitudine Nord e Sud, nelle regioni a clima caldo-umido, con temperature medie annue intorno ai 29°C, senza grandi escursioni termiche.



 


 
DhamyakaNome Latino:Coriandrum stivum, (Linn) Famiglia:Umbelifereae Morfologia Una delicata pianta ramificata, di altezza di circa 0,33 – 1 mt. Foglie: piacevole profumo, segmentate, con foglie basse dentellate e quelle sulla parte alta lineari. Fiori: bianchi con una sfumatura brinjal. Frutti: rotondi, vedi se acerbi e bianco – giallognoli quando maturi. Con un piacevole profumo. Fiorisce e fa frutti in inverno Nome sanscrito Dhanyak Nome inglese Coriander Tipo Piccolo arbusto Usi Pacifica i tridosha, anti infiammatorio, analgesico, carminativo, digestivo, utile per anurea, minzione dolorosa Parti usate Foglie, semi Dose:1 – 3 gr Ingredienti Coriandrolo, proteine, tat, calcio Habitat In tutta l’India Coltivato da Semi, germogli, margotta Altre coltivazioni Varie Quantità a sacco 250 gr per 1000 piedi lineari (7-12 kg per acro) Distanza di semina2-5 cm Stagione di semina Pre monsonica Terreno Tutti i tipi Irrigazione A sufficienza Fertilizzante FYM Tempo di maturazione Da 2 a 4 mesi Produzione Semi: 10-15 kg per 1000 piedi lineari (320-450 Kg per acro) Valore di mercato Semi: 300 Rupie al Kg. Foglie: come verdura
 
Eranda Nome Latino: Ricinus communis, Linn Famiglia: :Europhorbiaceae Morfologia: Arbusto annuale di altezza da 2 a 6 metri. La varietà rossa ha foglie rossicce. I bordi sono dentellati, con tagli triangolari. Dimensioni da 2 a 5 cm. Fiori sessuati. Maschile: di diametro di 0,75 con molti stami. Femminile: l’ovaio ha tre comparti. I frutti sono verdi con morbide spine, quando maturi, contiene due comparti. I semi dicotiledonei. Sporadicamente cotiledonei. Radici: spesse sopra e fittone sotto (radice spessa con poche ramificazioni. P.es: carota) Nome sanscrito: Eranda Nome inglese: Castor oil plant Tipo: piccolo albero Usi: Allevia Kapha e Vata, analgesico, digestivo, utile per l’artrite, afrodisiaco Parti usate: :Foglie, olio, radici Dose:Polvere: da 1 a 3 gr, succo: da 10 a 20 ml, olio: da 10 a 40 ml Ingredienti: Amylase, ricino Preparazioni: Dashmool, Rasnadi churna (polvere) Habitat: Tutte le parti dell’India Coltivato da: Semina, germogli, margotta Quantità a sacco: :150 Kg Distanza di semina:10 piedi Stagione di semina:  Inverno Terreno:Tutti i tipi. In particolare quello argilloso Irrigazione: A sufficienza Fertilizzante: FYM Tempo di maturazione: Da 1 a 2 anni Produzione:  50 Kg di semi per pianta, da 2 a 5 litri circa di olio Valore di mercato: Semi: 50 Rupie per Kg, olio: 600 Rupie per Kg Altre informazioni Eranda viene usata in tutta l’India da secoli. Nella vita quotidiana è usata comunemente come purgante. Samhitas Ajurvedici l’hanno apprezzata come un medicamento nel trattamento di problemi reumatici. Nonostante Maharsi Karaka l’abbia proclamata tra i migliori purganti, Akaria Vagbhata non l’ha inclusa nei purganti. Eranda viene classificata come Caksusja - benefica agli occhi -, Bhedaniya - disintegrante della materia fecale -, Angamarda Prasamana - alleviatore dei dolori corporei. (Caraka Samhita, Sutra, A-4). La pianta cresce in tutte le zone tropicali dell’India; è molto mutevole nell’ambiente e nell’aspetto. Nelle regioni tropicali raggiunge l’altezza di 10-12 metri, mentre nelle regioni temperate un sottile, fitto e ramificato arbusto raggiunge uno o due metri di altezza. Le foglie alternano lobi palmati con 7 lobi serrati. I fiori monozigoti, i fiori maschili brevemente peduncolati e quelli femminili, sessili. I frutti sono verdastri, lisci e a capsule tricocche. I semi sono ovoidali schiacciati, brillanti e di colore grigio-rosato. La pianta viene classificata in due tipologie: bianca e rossa. La varietà bianca è usata comunemente in medicina. Il nome botanico di Eranda è Ricinus Comunis e appartiene alla famiglia delle euforbiacee. I semi contengono il 45% di olio fisso, che consiste in gliceridi di acidi ricinoleico, isoricinoleico, stearico ed idrosixtearico. PROPRIETA’ AYURVEDICHE Eranda ha sapori (rasa) dolce, pungente e astringente; effetto postdigestivo (vipaka) dolce e potenzialità calda (virja). Allevia i dosha Vata e Kapha. Ha attributi pesante (guia), untuoso (snigdha), acuto (tiksna), sottile (suksna). Eranda è il medicamento per eccellenza nel trattamento di problemi di Vata associati ad ama (samavata). (Bhavaprakasa). USI MEDICINALI I semi, l’olio di semi, le foglie e le radici di Eranda hanno una valenza altamente medicinale. La pianta è utile sia per uso interno che per uso esterno. Esternamente Eranda viene usato efficacemente nei problemi di Vata associati a dolori e gonfiori. Per questo scopo, il massaggio con olio di semi o fomentazione con le sue foglie calde allevia i sintomi in malattie come artriti, sciatica, reumatismi, gotta, mastite e problemi cutanei. Le foglie o la polpa dei semi, scaldate e applicate sull’addome, alleviano la flatulenza. Il massaggio con l’olio di Eranda purifica il latte del seno materno. L’olio di Eranda agisce anche come purificatore degli occhi. Pulisce gli occhi e facilita la rimozione da essi di qualunque agente esterno. Il massaggio con olio di ricino ammorbidisce la pelle ruvida e rugosa. Internamente Eranda viene usato come potente medicamento nel trattamento di problemi di Vata (vedi artrite, sciatica, paralisi facciale, paralisi, dolori al corpo, tremori e emicranie, ecc.). I medicamenti usati comunemente per trattare queste situazioni contengono Eranda e Guggulu. Le preparazioni Simhanada Guggulu e Sadanga Guggulu agiscono bene nell’alleviare tali problemi. Come purgante, l’olio di Eranda viene dato raramente da solo a causa del suo sapore spiacevole. E’ dato in genere con decotto di sunthi o triphala o con thè, in un dosaggio da 10 a 50 ml. a seconda della costituzione e del grado di stitichezza. Il decotto di semi di ricino, Guduci e vasa uniti a olio di ricino, è un rimedio efficacissimo per problemi di raktapitta. L’epatite può essere efficacemente trattata con il succo fresco di foglie di Eranda e di zucchero. Il succo allevia Pitta e agisce anche come eolagogo. Nell’artrite cronica e nelle condizioni reumatiche, il decotto di radici di ricino, di rasna e rizomi sunthi è la migliore panacea per alleviare Vata e il male. Guggulu e Eranda in questo caso è la migliore combinazione. L’olio di ricino agisce bene come trattamento palliativo, dato con latte, nell’ernia inguino-scrotale. Nelle asciti, l’olio di ricino agisce con il decotto di dasamula. L’olio di ricino allevia la stitichezza, stimola l’appetito ed è efficace nel trattamento delle emorroidi. E’ benefico anche nella tosse, nel raffreddore e nell’asma provocati da squilibri di Kapha e Vata. Le foglie tenere di Eranda macerate nell’acqua, sono date oralmente e la polpa delle foglie viene applicata localmente in caso di morso di serpente. Lo stesso rimedio è efficace per intossicazione da oppio e vatsanabha. L’olio di ricino, grazie alle sue caratteristiche: caldo, untuoso, pesante e lassativo, allevia efficacemente il dosha Vata e resta la medicina per eccellenza nei problemi di vata. PREPARAZIONI AYURVEDICHE Erandapaka, Erandamuladi, kvatha, Erandasaptaka kvatha, Gandharva Haritaki, Simhanada Guggulu, Sadanga Guggulu ecc.
 
Gokshura Nome Latino:Tribulus terrestris, linn Famiglia: Zygophylaceae Morfologia: Da 05 a 0,75 metri di lunghezza con rami in tutte le direzioni. Lo stelo e i rami sono coperti da peluria. Le parti giovani sono coperte da uno strato di peluria setosa. Foglie: opposte, una ogni due piu piccola delle altre. Fiori: piccoli e gialli con dure spine. Frutti: giallo-verdognolo chiaro quando sono maturi con 5-12 spicchi contenenti un semi in ognuno. Radici: da 10 a 15 cm di lunghezza, grigio fumo, con una fragranza dolce e piacevole. Fiorisce in Ottobre e dà i frutti subito dopo. Nome sanscrito: Gokshur Nome inglese: Small caltrops Tipo: Piccolo arbusto Usi: Allevia i tridosha, diuretico, inti-infiammatorio, anti diabetico, litotripsia. Parti usate: Intera pianta, frutti, radici. Dose: Polvere: da 1 a 3 grammi Ingredienti: Saponina, campherol Preparazioni: Dashmool, guggal, avaleha Habitat: Tutte le parti dell’India Coltivato da: Semina, germogli Quantità a sacco : 50 Kg Distanza di semina: 2 piedi Stagione di semina: Stagione delle piogge Terreno: Concime sabbioso Irrigazione: A sufficienza Tempo di maturazione: Da 0,5 a 1 anno Produzione : 100 Kg per 1000 piedi lineari Valore di mercato: 10 Rupie al Kg
 
Guduchi Tinospora Cordifolia  Guduci è una delle erbe di ringiovanimento più versatili. Agisce su tutti gli elementi del tessuto nel corpo. Il nome sanskrito Guduci significa “colui che protegge il corpo”. E’ chiamato anche Amrta o nettare, poiché risulta ampiamente utile per rinforzare il sistema immunitario del corpo e per mantenere in armonia le funzioni dei  vari organi. Ha molti sinonimi come Jvaranasi - febbrifugo, Vayastha - promuove la longevità, Rasayani - ringiovanente, Tikta - amaro. Maharsi Caraka lo ha classificato come stanya sodhana - l’atto depurante, snehopaga - lubrificante aggiuntivo, daha prasamana - alleviante sensazione di bruciore sulla pelle, trptighna - antisaturativo, vayahsthapana - promuove la longevità (Caraka Samhita, Sutra, A-4) e come medhya - tonico nervoso (Caraka Samhita, Ckitsa, A- 1). Susruta lo ha menzionato come sukra sodhana - purificatore dello sperma (Susruta Samhita, Sutra, A-38). Sarngadhara lo ha classificato come samsamana - pacificatore, e Rasayana - ringiovanente (Samgadara Samhita). Possiede proprietà quali gvaraghna - antipiretico, kamala nasaka - itterizia, amatavataghna - mitiga la gotta, gandamala nasaka - allevia i gonfiori ghiandolari. Guduci è raccomandato come medicamento per eccellenza nel trattamento della gotta (Astanga rhdaya Uttara Stana, A-40, 46-58). Guduci cresce in tutta l’India in foreste decidue (caduche) e secche. Si dice che si arrampichi sulle piante più alte e che emetta radici aeree che raggiungono la lunghezza di 30 piedi. E’ un arbusto a foglie caduche che si sviluppa ad intreccio con uno stelo succoso e una corteccia cartacea. I fiori sono gialli axillari e racemi a stelo lungo. I frutti di 3 drupe su un corto stelo hanno la forma di pisello e sono subglobulosi di colore rosso. La pianta fiorisce in giugno e fruttifica in novembre. Botanicamente viene definita “Tinospora cordifolia” e appartiene alla famiglia delle menispermacee. PROPRIETA’ AYURVEDICHE Guduci è amaro, pungente e astringente nel sapore (rasa), dolce nell’effetto post digestivo (vipaka) e caldo nella potenzialità (virya). Allevia tutti i dosha. Possiede qualità di leggerezza (laghu) e oleosità (snigdha). Ha una potenzialità speciale (prabhava) come antitossinico (visaghna). (Bhavaprakasa). USI MEDICINALI La radice, lo stelo, le foglie e lo sattva (amido) di Guduci sono usati per scopi medici. Esternamente, l’olio medicato della pianta viene efficacemente usato per ridurre il dolore e l’edema, nella gotta e nei problemi cutanei. Nella filaria, la pasta di Guduci, katuca, sunthi, devadara e vidanga agisce efficacemente se applicata esternamente. Internamente Guduci è uno dei più efficaci rasayana - ringiovanenti. Agisce bene su tutti i sette dhatu - tessuti, e mantiene il sistema in equilibrio. Il rasayana dà longevità, rinforza la memoria, la salute, ridona gioventù, migliora la carnagione, la voce, l’energia e la lucentezza della pelle (Caraka Samhita, Cikitsa, 1/7). Nelle malattie originate dal dosha vata viene somministrato con Ghrta, nel dosha pitta con zucchero e nel dosha kapha con miele. E’ immensamente utile nei problemi digestivi quali l’iperacidità, la colite, l’infestazione da vermi, la perdita di appetito, i dolori addominali, la sete eccessiva, il vomito, i problemi epatici come l’epatite. Guduci è uno dei migliori tonici amari utili nelle febbri, soprattutto quelle di origine Pitta. Allevia il calore corporeo, la sete, la sensazione di bruciore alla pelle e se c’è vomito, dovuti a Pitta. Nella febbre tubercolare, si associa bene a Ativisa per il decotto. I succhi di Guduci e Amalaki e haridra agiscono sinergicamente nei problemi urinari. Nell’epatite il succo fresco di Guduci dato con bastoncini di zucchero candito, accelera la guarigione. E’ di particolare utilità nei problemi come rakta pitta, anemia, debolezza cardiaca, diabete, debolezza sessuale e problemi alla milza, dovuti a squilibrio di pitta. Guduci è la medicina per eccellenza tra tutti i rimedi nel trattamento della gotta - vatarakta. (Astanga Hrdaya Uttara Sthana A-40, 46/5 8). Il decotto di Guduci e Sunthi rappresenta una combinazione molto efficace per il trattamento della gotta e i problemi reumatici. E’ un Ghee medicato con Cantacari benefico nella tosse. Il succo di Guduci agisce bene con il latte di mucca o l’odhra nella leucorrea e con i semi di cumino nella sensazione di bruciore dovuta a pitta. L’amido (sattva) di Guduci viene tradizionalmente usato come rimedio domestico per febbre cronica e per alleviare e ridurre la sensazione di bruciore nonché per aumentare la sensazione di energia e appetito. E’ benefico per la tubercolosi ed è raccomandato per problemi di pelle e il suo decotto con minba e vasa allevia efficacemente il bruciore pungente e la sudorazione. Agisce bene nei rush cutanei e nel condiloma, nello stadio secondario della sifilide. Dovrebbe sempre essere usato fresco per un buon risultato e l’arbusto che cresce sull’albero nimba si dice abbia i migliori risultati. PREPARAZIONI AYURVEDICHE Guduci Sattva, Amrta Rista, Amrta Guggula, Guducyadi Kasaya - Taila e Curna.
 
Guggulu

Commiphora Mukul

Il termine Guggulu viene usato per definire sia la pianta che la sua resina gommosa ed oleosa. In Sanskrito, Guggulu significa “ciò che protegge contro la malattia”. Ha vari sinonimi come Palankasa - colui che riduce la carne, Mahisaksa - colui che ha un aspetto nero come gli occhi del bufalo, Pura - il Grande, ecc. Guggulu è stato menzionato nell’Atharvaveda e nei primi testi medicinali di Caraka, Susruta Samhita e Nighantus.Guggulu.jpg

A seconda della variazione nel colore del suo olio resina, è stato classificato in 5 diverse varietà quali Mahisaksa - nero, Mahanila - blu scuro, Kurmuda - bianco come la ninfea, Padma - color rubino, Kanaka - colore dorato. (Bhavaprakasa). E’ classificato come un Rasayana - ringiovanente (Sarnghagara Samhita).  Esso è anche Lekjiana - riduce i grassi nel corpo, Sothaghna - allevia l’edema, Gandamala Nasaka - migliora i gonfiori ghiandolari nel collo.

Due varietà di Guggulu, NavaGuggulu (fresco) e PuranaGuggulu (vecchio) sono state menzionate nei testi di medicina ayurvedica. E’ raccomandato come medicamento per eccellenza nel trattamento di Medotara svatas e squilibri di vata. (Astanga Hrdaia, Uttara Sthana A40, 46/5 8). Guggulu è un arbusto legnoso o un piccolo albero che si trova prevalentemente in Rajastan, Gujarat e Maharushtra. Cresce fino all’altezza di 2-3 metri, molto ramificato, con corteccia cartacea argentata. Le foglie oblunghe, alterne, si distribuiscono 1-3 e si assembrano nelle parti più alte. I frutti sono piccoli, di colore rosso quando sono maturi, con una forma adrupa ovoidale. Ogni pianta produce circa 1 kg. di resina oleogommosa che si raccoglie da gennaio a marzo. Guggulu, comunemente usato per scopi medicinali, è la resina gommosa aromatica di colore giallo pallido fino a marrone ottenuta dalla corteccia. Le gocce agglomerate di resina sono in qualche modo trasparenti, con una superficie cerosa e fragili in natura. Il nome botanico di Guggulu è “Commiphora Mucul” e appartiene alla famiglia delle burseracee.

PROPRIETA’ AYURVEDICHE
Guggul è amaro, pungente, dolce e astringente nel sapore (rasa), pungente nell’effetto postdigestivo (vipaka) e caldo nella potenzialità (virya). Allevia tutti e tre i dosha. Possiede qualità di leggerezza (lagu), sottigliezza (suksma), oleosità (snigdha) e snellezza (picchila). Ha una potenzialità speciale (prabhava) come ringiovanente (rasayana). La varietà fresca (nava Guggulu) viene usata nella debilitazione mentre la qualità vecchia (purana Guggulu) è efficacemente usata nella obesità e nel diabete. Guggulu è estremamente benefico nei problemi di vata e kapha (Raja Nighantu).

USI MEDICINALI
“Niryasa” significa resina oleogommosa, che in questa pianta viene usata per scopi medicinali sia internamente che esternamente. Le proprietà antinfiammatorie e antisettiche sono benefiche nella pulizia e la cura delle ferite e per ridurre l’edema. Per questo motivo la pasta della sua gomma viene applicata in casa di gotta, reumatismi alle giunture, rigonfiamenti ghiandolari e perfino emorroidi. Può essere applicata esternamente come contenente nelle fratture, e in gargarismo per ulcere alla bocca e alla gola presenti nelle stomatiti e faringiti. Può essere anche fatta la fumicazione in casa poiché essa rappresenta il miglior pesticida erboristico vegetale. Sistematicamente, Guggulu è una delle più ragguardevoli erbe per i problemi vata. Varie preparazioni sono usate nella sciatica, emiplegia, gotta, paralisi facciale. Guggulu e triphala compongono una delle grandi combinazioni nel trattare oralmente le ferite croniche incurabili. (Vagbhata Uttara Sthana Adhyaya 40/5 6). Nei problemi digestivi come anoressia, flatulenza, infestazione da vermi, emorroidi, fegato ingrossato ecc. opera bene. E’ uno dei più noti rimedi nei tumori, rigonfiamenti ghiandolari, filaria. Aumenta la quantità di urina, quindi mostra il suo beneficio nella disuria, nei calcoli urinari, ecc. Rinforza il sukra dhatu negli uomini ed è efficacemente usata nella debolezza sessuale. Nella gotta, il decotto di Guggulu e sunthi è molto salutare. Il decotto di Guggulu, Guduci, sunthi e goksura mitiga qualunque tipo di dolore dovuto a aggravamento di vata soprattutto nella lombaggine. Agisce bene anche con devadara, punarnava, Guduci e haritaki, nelle asciti e nel rigonfiamento generale di tutto il corpo (anasarta). E’ anche efficace nel trattamento di ascessi e nella fistola anorettale. Nelle donne è benefica per leocorrea e dismenorrea. Guggulu si associa bene con Mundi nel trattamento di adeniti cervicali. Guggulu non dovrebbe esser usato in eccesso di costituzione pitta, in gravidanza, in debilitazione, nei bambini e nei vecchi. Con le sue proprietà antinfiammatorie è ampiamente usato come rimedio contro l’obesità. Esso mostra attività lipidomodulatorie. Un giudizio clinico su 70 soggetti obesi trattati per tre mesi con varie preparazioni Guggulu, ha mostrato una perdita di peso significativa all’interno di gruppi di terapia con medicamenti paragonata all’effetto placebo. Una significativa diminuzione nei livelli di colesterolo nel siero e dei trigliceridi è stata osservata insieme ad una diminuzione delle dimensioni corporee quali lo spessore dermico di rivestimento e le circonferenze dei fianchi e della vita (Paranjpe prakapatki p.s. patwardhan bhushan, 1990 “Trattamento ayurvedico dell’obesità - una analisi casuale sull’effetto placebo doppiamente cieco clinicamente controllato” Journal of Ethnopharmacology 29,1-11). Guggulu agisce bene anche come complementare nel diabete ed è benefico in vari problemi cutanei.
PREPARAZIONI AYURVEDICHE
Triphala Guggulu, Jogaraya e Mahajogaraya Guggulu, Candraprabbavati, Goksuradi Guggulu, Kancanara Guggulu, Amrtadi Guggulu, Laksadi Guggulu, Kaisora Guggulu ecc.

 
Haritaki Nome Latino: Terminalia Chebula E’ chiamato Haritaki perchè esso porta via ogni malattia ed è sacro a Siva (Hara). Haritaki ha vari sinonimi interessanti che descrivono le sue varie peculiarità quali Pathya - poiché esso rimuove ostruzioni dai canali del corpo, Abhaya - poiché esso promuove il coraggio, Amrta - un’ambrosia, Divya - un’erba divina, Medhja - tonico per i nervi, Pranada - protettore della vita, Yivaniya - erba vitalizzante, Vajastha - che promuove longevità e mantiene la gioventù, Rasayana Phala - frutto ringiovanente, ecc. Haritaki gode del primo posto tra le erbe medicinali in India fin dai tempi antichi. Vagbhata lo ha lodato come la medicina per eccellenza nella terapia dei problemi vata e kapha e una delle sue preparazioni Triphala è la miglior panacea per problemi oftalmici, ferite e ulcere (Astanga Hrdaja, Uttara Sthana, A-40, 46/5 8). E’ menzionato come anulomana - lassativo e ringiovanente dei purisavha srotasa - sistema escretorio. (Sarnhgadhara Samhita). Susruta lo ha citato come Stanjasodhana - l’atto depurante (Susruta Sanihita Sutra A-38), Recana - purgante (Susruta Samhita Sutra A-2) e Vimlapana - antinfiammatorio (Susruta Samhita Sutra, A-37). Maharsi Caraka, il grande saggio, ha classificato Haritaki come arsogna - antiemorroidale, virecanopaga - complementare al purgante, prajasthapana - promuove il concepimento, vajahsthapana - promuove longevità, kasahara - antitossinico, kusthaghna - antidermatosi, jivarahara - antipiretico e hikka nigrahana - anti singhiozzo. (Caraka Samhita, Sutra A-4). L’albero di Haritaki si trova nei pendii subhimalajani da Ravi al Bengala occidentale, Assam e in tutte le foreste decidue, soprattutto in Madhya Pradesh, Bihar, Assam e Mahashtra. Cresce ad un’altitudine di 1800 mt. con 15- 25 mt. di altezza e 1,5-2.5 mt. di diametro. L’albero è arrotondato, coronato da rami che si espandono. Le foglie lunghe 10-20 cm. ovoidali, appuntite crescono in coppie quasi opposte. Ci sono 2 piccole ghiandole vicino alla base della foglia. I fiori di bianco intenso sono a spighe alla fine dei rami. I frutti sono duri, lunghi 2-4 cm. con 5 nervature sul loro corpo di colore verde giallognolo. I singoli semi di un giallo chiaro non aderiscono alla polpa del frutto. Il nome botanico di Haritaki è “Terminallia Chebula” e appartiene alla famiglia delle combretacee. I mirabolani contengono principi astringenti: tannino (acido tannico) 45% e un grande ammontare di lacido gallico, mucillaggine e sostanza acida chebulinica giallo-marrone che scaldata in acqua si trasforma in acidi tannico e gallico. PROPRIETA’ AYURVEDICHE Haritaki è dolce, pungente, amaro, aspro, e astringente nel sapore (rasa), dolce nell’effetto post-digestivo (vipaka) e ha potenzialità calda (viryia). Non ha in sè sapore salato, cioè l’avanarasa, conosciuto come Alavana ha predominanza di sapore astringente. Dalla combinazione di sapori dolce-aspro è alleviato il dosha vata, dai sapori pungente-amaro è alleviato il dosha kapha e dolce-astringente allevia il dosha pitta. Esso ha una speciale potenzialità per alleviare tutti e tre i dosha. Possiede qualità di leggero (laghu) e secco (ruksa). Ha proprietà lassative, ringiovanenti, purganti, astringenti e secche. E’ valido in molte malattie (Bhavaprakasa Nighantu). USI MEDICINALI I frutti di Haritaki sono usati a scopo medicinale sia internamente che esternamente. Esternamente la pasta applicata riduce efficacemente il gonfiore, facilita la cura e pulisce ulcere e ferite. La pasta viene applicata sulle palpebre in caso di congiuntivite. I gargarismi mostrano risultati in caso di stomatiti e problemi della gola. Il decotto o la sua crema sono salutari nella pulizia di ferite croniche e rispettivamente per una migliore cura. Triphala, una delle sue famose preparazioni, può essere usata per i capelli, per i denti nella piorrea e il suo decotto per sanare le ferite e le ulcere croniche non sanabili. Internamente Haritaki viene usato in una vasta gamma di problemi. Il suo uso è raccomandato nei problemi di kapha con bastoncini di zucchero candito, nei problemi di pitta con zucchero e nei problemi di vata con ghee. (Bhavaprakasa Nighantu). C’è una menzione specifica di Hanupana, sostanza che serve come mezzo per l’erba da prendere, con la quale Haritaki dovrebbe esser combinato in riferimento alla stagione. In Varsa-Rtu (luglio - agosto) dovrebbe esser presa con bastoncini di zucchero candito, in Sarad-Rtu (settembre-ottobre) con zucchero, in Hemant Rtu (novembre-dicembre) con sunthi, in Sisira-Rtu (gennaio-febbraio) con Pippali, in Vasanta-Rtu (marzo aprile) con miele e in Grisma-Rtu (maggio - giugno) con frattaglie. (Bhavaprakasa Nighantu) Vagbhata dice che quando la polvere di Haritaki fritta nel ghee viene regolarmente consumata con sufficiente ghee nel cibo promuove longevità e aumenta energia. (Astanga Hrdaya Uttara Sthana, A-39. Ci sono 3 varietà di frutti Haritaki disponibili sul mercato per quanto riguarda il loro livello. Esse sono Bal Haritaki - frutto acerbo, Chambhai-i o Rangari Haritaki - frutto mezzo maturo, Survari - frutto completamente maturo. La farmacologia ayurvedica ha decritto 7 varietà di frutti Haritaki: Vijaya, Rohini, Putana, Anirta, Abhaja, Yivanti e Cetaki. I comuni problemi gastrointestinali, tumori, asciti, emorroidi, rigonfiamento del fegato e della milza, vermi, coliti, rispondono molto bene ad Haritaki. Nella gotta la sua polvere agisce bene con frattaglie. La sua combinazione con la polvere Sunti è somministrata in acqua calda per alleviare asma e singhiozzo, o per domare l’acidità (con uva nera e zucchero). Come purga la polvere triphala viene raccomandata con acqua. La mistura di polvere triphala e haridra rappresenta un coadiuvante molto noto nel diabete. Il broncospasma viene mitigato efficacemente con la combinazione delle polveri di Haritaki e Bibhitaka con miele. Nei dolori addominali dovuti a flatulenza è somministrato con frattaglie e ghee. Problemi agli occhi, congiuntiviti, rispondono bene con lavaggi agli occhi di decotto triphala con medicamenti interni di polvere triphala con ghee e miele. La più popolare combinazione di Haritaki, musta sunti e frattaglie rappresenta un’efficace panacea per diarrea, dissenteria, flatulenza ecc. Haritaki Ghrta è benefico nella febbre cronica. Il decotto di Haritaki o triphala viene somministrato insieme al ghee nell’epatite con grande beneficio. La polvere Haritaki con miele e ghee rappresenta un efficace rimedio per l’anemia. Nel seguire lesioni cutanee Haritaki è salutare. Nell’obesità il suo decotto con miele riduce l’eccessivo grasso nel corpo. E’ benefico per gli occhi, nella disuria e nei calcoli renali. E’ inoltre uno dei migliori ringiovanenti. Precauzioni: Haritaki dovrebbe essere usato con cautela in individui deboli con gravi debilitazioni durante il digiuno, in caso di depressione mentale, in caso di pitta squilibrato e in gravidanza. PREPARAZIONI AYURVEDICHE Trifala Curna, Abhajamodaka, Abhayarista, Pathjadi, Kurna / Vati / Kvatha, Vyaghri Haritaki, Gadharva Haritaki ecc.
 
Jambu Nome Latino: EUGENIA JAMBOLANA, Lam Famiglia: Myrtaceae Morfologia: Albero sempreverde alto circa 33 mt. Foglie: 7,5-15 x 8 cm, lanceolate. Fiori: bianco-verdognoli con un piacevole profumo, con infiorescenze triforcute. Frutti: lunghi da 1 a 3 cm. Neri da maturi. Vistosi con semi duri. Fiorisce in Aprile-Maggio e dà frutti in Giugno-Luglio o prima. Nome sanscrito: Jamboo Nome inglese: Jamboo tree Tipo: Albero Usi: Allevia kapha e pitta, anti diabetico, astringente, stimolante del fegato, anti ermetico Parti usate: Frutti, foglie, corteccia, semi Dose: Polvere: da 3 a 6 gr, succo: da 10 a 20 ml Ingredienti: Acido tannico gallico, acido elagico, jambolina Preparazioni: Jambu asav, taila, pancha pallav yog Habitat: Tutta l’india Coltivato da: Semina, piantine Quantità a sacco : 40 kg Distanza di semina: 20 piedi Stagione di semina: Primavera, prima dei monsoni Terreno: Tutti i tipi Irrigazione: A sufficienza Tempo di maturazione: Da 5 a 7 anni Produzione: Frutti: 500 kg per pianta Valore di mercato: Polvere: 50 rupie al kg
 
Kampillaka Nome Latino: Mallatos Phillipinensis Famiglia: Euphorbiaceae Morfologia: Alberosempre verde alto dai 6 ai 10 metri. Esile, bucherellato all’interno. Foglie: soffici sopra con una fine peluria sotto, con molte ghiandole rosse da 7 a 15 di lunghezza con tre vene verdi alla radice. Fiori: piccoli, unisex, bianchi o gialli lunghi da 15 a 25 cm crescono alla fine dei rami. Frutti: rotondi, da 8 a 12 cm. Di diametro, coperti da nodosità rosse. Si separano da Kampilla raschiandoli. Semi: tondi, neri, morbidi. Nome sanscrito: Zampilla Nome inglese: Kamal tree Tipo: Albero Usi: Vermicida, purgativo, litotriptico, disturbi della pelle, Parti usate: Peluria ghiandolare dei frutti. Dose: 1 – 3 gr Ingredienti: Betuline – 3 acetate, lupenol Preparazioni: Aragwadh-kapila vati Habitat: In tutta l’India Coltivato da: Semina, piantine Altre coltivazioni: Naturale, dai semi Quantità a sacco: Da 3 a 4 kg Distanza di semina: 15 piedi Stagione di semina: All’inizio della stagione calda, germinazione durante la stagione calda Terreno: Secco, ombreggiato, gelato Irrigazione: Secondo necessità Cure: Trapiantare i germogli dopo un anno Tempo di maturazione: Da 5 a 6 anni Produzione: da 1 a 4 kg per albero Valore di mercato: 100 rupie
 
Kanchanar Nome Latino: Bauhinia verieagata, Linn amiglia: Laguminaceae Morfologia: Albero di media grandezza. Corteccia: grigia e ruvida. Fusto: dritto. Foglie: alternate 1-2cm x 1,25-2,5 cm, bifide, con punte arrotondate, con venature. Fiori: grossi, bianchi o porpora. Frutti: 15-30 cm x 2-2,5 cm, piatti, con il guscio. Contengono da 10 a 20 semi. Fiorisce in Febbraio, Marzo e dà i frutti in Aprile- Maggio. Nome sanscrito: Kanchanar Nome inglese: Montain ebony Tipo: Albero Usi: Allevia kapha e pitta, anti gotta, utile per i disturbi della pelle, vermi, infezioni urinarie. Parti usate: Foglie, corteccia Dose: Da 1 a 3 gr Ingredienti: Tanno, zucchero, hydriacontine Preparazioni: Kanchanar guggul, quath Habitat: In tutta l’India Coltivato da: Semina, piantine, margotta Quantità a sacco: 40 kg Distanza di semina: 20 piedi Stagione di semina: Pre monsoni Terreno: La maggioranza dei terreni Irrigazione: Secondo necessità Tempo di maturazione: 4-5 anni Produzione: Corteccia: 10 kg a pianta Valore di mercato: 50 rupie al kg
 
Kapikacchu

Nome Latino: Macuna pruriens, bek

Famiglia: Leguminoceae
Morfologia: Rampicante annuale. Foglie: 5-13 cm di lunghezza, trifogliate con una sottile peluria sulla superficie. Fiori: 15-30 cm di lunghezza. Colore blu. Frutti: 5-10 cm di lunghezza e 1 cm. Il guscio esterno ha una lanugine fitta che, al contatto con la pelle, produce prurito, bruciore e edema. Ogni guscio contiene 5-6 semi piatti. Fiorisce in novembre e dà i frutti in gennaio.
Nome sanscrito: Kapikacchhu
Nome inglese: Cowhage
Tipo: Rampicante
Usi: Allevia i tridosha, tonico nervino, afrodisiaco, utile per i disturbi di vata come paralisi
Parti usate: Semi, lanugine, radici e foglie
Dose: Polvere dei semi: 3-6 gr. Lanugine 125 mg
Ingredienti: Mucuadine, L-Dopa, serotonina
Preparazioni: Vanari gutica, musali paka
Habitat: In tutta l’India
Coltivato da: Semi, germogli
Quantità a sacco: 56 kg
Distanza di semina: 2 piedi (60 x 60 dalle estremità)
Stagione di semina: Inverno
Terreno: Preferibilmente terreno sabbioso e argilloso
Irrigazione: Terreni ben irrigati
Fertilizzante: Concime di fattoria, FYM 13-15 ton al sacco
Tempo di maturazione: 2-6 mesi
Produzione: 1500-1700 kg
Valore di mercato: Semi 45 rps al kg. Polvere 100 rps al kg

 
Karanja Nome Latino: Pongamia glabra, vent. Famiglia: Leguminaceae Morfologia: Albero di 25-50 piedi di altezza. Foglie: insieme di foglie lunghe 8-14 pollici con foglioline oblunghe. Fiori: infiorescenze spigolose con fiori binco-azzurri. Foglioline (sepalo) grigiastre. Petali lunghi 0,5 pollici. Gli stami sono 17. frutti: 2 pollici di lunghezza, piatti, con il guscio curvato al’indietro con la sommità a punta. Semi: uno in ogni frutto, a forma di uovo, rossastri e oliosi. Fiorisce in Maggio e Giugno e dà i frutti in Dicembre e Gennaio. Nome sanscrito: Karanja Nome inglese: Indian Beech Tipo: Albero Usi: Kapha e vataghna, antibatterico, analgesico, epato tonico, disturbi della pelle Parti usate: Radici, steli, corteccia, foglie, semi, olio Dose: Da 3 a 6 gr, olio 2,5 ml Ingredienti: Karanjin, pongapin Preparazioni: Karanjadi churna, grhit Habitat: In tutta l’India Coltivato da: Semi Quantità a sacco: 500 kg Distanza di semina: 20 piedi Stagione di semina: Tutte Terreno: Tutti Irrigazione: Secondo necessità Fertilizzante: FYM Tempo di maturazione: Da 4 a 7 anni Produzione: Da 9 a 90 kg di semi per albero Valore di mercato: Corteccia: 30 rupie al kg, semi: 40 rupie al kg, olio: 7° rupie al kg
 
Karavellaka

Nome Latino: Momordica charantia, Linn

Famiglia: Cucubitaceae
Morfologia: Rampicante sia in terra che su supporto. Foglie: 2-5 cm di lunghezza. Superficie pelosa con 5-7 segmenti. Fiori: gialli, unisex. Frutti 5-15 cm  che si assottigliano alle estremità. Verdi e bianco-giallognoli con delle protuberanza triangolari sulla superficie. Semi: 1 cm di lunghezza, lunghi e piatti. I frutti sono usati come verdura.
Nome sanscrito: Karavellak
Nome inglese: Bitter guard
Tipo: Rampicante
Usi: Allevia Kapha e Pitta, utile contro le emorroidi, vermifugo, costipazione, gotta, diabete, tosse
Parti usate: Frutti, foglie, semi
Dose:Succo: 10-20 ml
Ingredienti: Vitamina a, calcio, acido ascorbico, citrillina
Preparazioni: Brithata vishamjwrantaka loh
Habitat: in tutta l’India
Coltivato da: Semi
Quantità a sacco: 5 kg
Distanza di semina: 60 cm
Stagione di semina: Calda
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 1-2 mesi
Produzione: 3000-5000 kg per acro
Valore di mercato: Frutti: 40 rps al kg; semi 60 rps al kg

 
Karpas

Nome Latino: Gossipium herbaceum

Famiglia: Malvaceae
Morfologia: Pianta fitta e ombrosa alta 1-3 metri. Foglie: assomigliano alle foglie di eranda, con dei rigonfiamenti al centro con 3-7 segmenti. Sono ovali o rotonde con un piccolo canale alla base. Fiori: gialli. Colorati di brinjal al centro. Frutti: rotondi, e morbidi con la sommità a becco e con delle ghiandole di olio. divisi in 3-4 parti che si dischiudono quando il frutto è maturo.semi: neri e coperti di lanugine che produce olio. Radici: gialle all’esterno e bianche dentro. Fiorisce in inverno e da i frutti maturi ed essiccati in estate
Nome sanscrito: Karpas
Nome inglese: Cotton plant
Tipo: Albero
Usi:Semi: alleviano Pitta e Vata, le radici e la corteccia alleviano Kapha, contrazioni uterine, galactogogo, utile nei disturbi del fegato
Parti usate: Radici, corteccia, semi
Dose: 1-4 gr
Ingredienti: Gousipaul
Preparazioni: Karpasmulasav
Habitat: in tutta l’India, nei paesi del medio oriente
Coltivato da: Semi
Quantità a sacco: 250 kg
Distanza di semina: 30-90 cm
Stagione di semina: Estate
Terreno: Sufficiente idratazione
Irrigazione: Secondo necessità
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 1-2 anni
Produzione: 1-5 kg per albero
Valore di mercato: Olio di semi: 450 rps al kg

 
Katakari

Nome Latino: Solanum xanthocarpum, shrad & wendl

Famiglia: Solanaceae
Morfologia: Rampicante perenne e spinoso che si espande sul terreno di colore verde lucido. Foglie: 10-12,5 x 5-7,5 cm con bordi interrotti, e spine gialle di circa 75 cm di lunghezza. Fiori: infiorescenze blu. Frutti: rotondi, verdi con dei granelli bianchi, quando sono acerbi, e gialli quando sono maturi. Semi: piccoli e lucidi. Fiorisce e dà i frutti nel periodo del rito Gresham
Nome sanscrito: kantakari
Nome inglese: Night shade
Tipo: Piccolo arbusto
Usi: Pacifica i tridosha, anti infiammatorio, espettorante, stimola l’appetito, utile contro la tosse, l’asma, i disturbi del cuore
Parti usate: intera pianta
Dose: 1-3 gr
Ingredienti: Solasodine, acidi, scopoline
Preparazioni: Dashmool, kantakari avaleha
Habitat: in tutta l’India
Coltivato da: Semina, germogli
Quantità a sacco: 1,5 kg
Distanza di semina: 1 piede
Stagione di semina: Inverno
Terreno: Tutti i tipi
Irrigazione: SOS
Tempo di maturazione: 05- 1 anno
Produzione: 100-250 gr per pianta
Valore di mercato: 20 rupie

 
Kumari

Nome Latino: Aloe vera, Linn

Famiglia: Liliaceae
Kumari.jpgMorfologia: Pianta alta circa 0,33- 0,66 metri. Foglie 30.40 x –10 cm. Assottigliate verso la sommità con i bordi coperti di spine, con uncini bianchi sulla superficie. Le foglie sono carnose con, all’interno, una polpa gelatinosa e trasparente. Quando le foglie sono mature appare uno stelo dal centro della base con un fiore rossastro sulla sua sommità. Fiorisce in inverno dopo aver dato i frutti.
Nome sanscrito: Kumari
Nome inglese: Aleo
Tipo: Albero
Usi: Pacifica i tridosha, stimola il fegato, ringiovanente, utile per le epatiti, la febbre, i disturbi del sangue.
Parti usate: Foglie
Dose: Succo 10-20 ml
Ingredienti: Aloina, anodina
Preparazioni: Fumari aasav, kala bola
Habitat: in tutta l’India
Coltivato da: Semina, germogli, talee dalle radici
Altre coltivazioni: Radici, piccoli germogli
Quantità a sacco: 50,000
Distanza di semina: 2 piedi
Stagione di semina: Pre monsonica
Terreno: da arido ad umido
Irrigazione: Secondo necessità
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 2-3 anni
Produzione: 1 lakh di foglie per anno
Valore di mercato: 1,5 rps al kg per le foglie
Propagazione: Attraverso le radici

 
Latakaranja

Nome Latino: Caesalpinia bonducella, fleming

Famiglia: Leguminoaceae
Morfologia: È un cespuglio spinoso. Gli steli e i rami hanno spine. Foglie: 3 cm di lunghezza. Fiori: infiorescenza giallo pallido. Frutti: 6 cm di lunghezza, piatti, con spine, contengono 1 o 2 semi. Semi: rotondi, grigio bluastri con una buccia dura. Fiorisce durante la stagione delle piogge e dà i frutti in inverno.
Nome sanscrito: Latakaranja
Nome inglese: Bonduk nut
Tipo: Arbusto
Usi: Allevia Kapha e Vata, utile per le emorroidi, vermi, diabete
Parti usate: Semi
Dose: 1-3 gr
Ingredienti: Caesalpine, diturpine, bondusin
Preparazioni: Vishamjwaragni vati
Habitat: in tutta l’India
Coltivato da: Semi
Distanza di semina: 10 piedi
Stagione di semina: Calda
Terreno: Tutti i tipi
Irrigazione: SOS
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 2-5 anni
Produzione: 50-100 kg per pianta
Valore di mercato: 30 rps al kg

 
Manduka Parni

Nome Latino: Centella asiatica, linn

Famiglia: Scrofulariaceae
Morfologia: Rampicante annuale o perenne che cresce orizzontalmente con radici, foglie, fiori e frutti che crescono da ogni nodo. Foglie: sono a forma di rene, lunghe 1-6 cm, con sette venature e un odore amaro. Fiori: profumati e rossi, lunghi 2-3 cm. Radici: filettate. Semi: piatti. Germoglia per Vasant e dà i frutti nel periodo del rito di GrishmaMandukaparni.jpg
Nome sanscrito: Manduka parni
Nome inglese: Indian pennywort
Tipo: Piccolo arbusto
Usi: Pacifica Pitta e Vata, tonico cerebrale, ringiovanente, utile per i disturbi della pelle, vomito, e purificazione del sangue.
Parti usate: Foglie
Dose:Succo: 10-20 ml. Polvere: 0,5-1,0 gr.
Ingredienti: Asiaticoside, brahmoside
Preparazioni: Saraswat choorn, brohma rasayan
Habitat: Terreni paludosi, rive dei fiumi
Coltivato da: Semina, germogli, talea di radici
Altre coltivazioni: Radici
Quantità a sacco: 500-1000 piedi lineari
Distanza di semina: 1 piede
Stagione di semina: Monsoni
Terreno: Ombreggiato, terreno fangoso, zone umide
Irrigazione: Secondo necessità
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 6-8 mesi
Produzione: Foglie: 50 kg per 1000 piedi lineari
Valore di mercato: 30 rps al kg
Propagazione: Si propaga dai semi o dalle radici a seconda del tipo di terreno ma i luoghi umidi sono i più adatti
Altre informazioni:  
Mandukaparni è una delle erbe menzionate in tutti gli antichi scritti di Ayurveda. E’ spesso confusa con Brahmi (Bacopa monnieri), poiché Mandukaparni ha sinonimi come brahmi, brahma manduki, manduki, ekaparni, ecc. Infatti Mandukaparni e Brahmi sono piante completamente diverse nonostante abbiano proprietà simili. Maharsi Caraka ha classificato Mandukaparni come Medhya - promotore di intelletto o tonico nervoso (Caraka Samhita, Cikitsa, A-i) e come vayahstha-pana - promotore di longevità e giovinezza. (Caraka Samhita, Sutra, A-4). Bhavaprakasa l’ha menzionata come divya mahousadhi - la grande medicina divina. Susruta l’ha citata come alleviatore del dosha pitta. (Susruta Samhita, Sutra, A-46). Caraka l’ha lodata come rimedio efficace per tubercolosi con cavitazione. (Caraka Samhita, Cikitsa A- i 1). La pianta cresce in luoghi umidi in tutta l’India. Si vede comunemente sulle rive paludose dei fiumi, dei ruscelli, dei laghi e dei terreni irrigati ecc. Si trova anche nello Sri Lanka e in Madagascar. Le foglie sono picciolate, con diametro di cm. da 1,5 a 6,5, arrotondate, con margini dentati. Il nome sanskrito Manduka-parni si riferisce alle foglie della pianta che assomiglia alle mascelle della rana. I fiori sono minuti, rosso rosato, a grappoli di 3-6; il frutto è lungo 8 mm., simile a un grano di orzo,con da 7 a 9 nervature. Appartiene alla famiglia delle “umbellifere, apiacee”.
PROPRIETA’ AYURVEDICHE
Mandukaparni è amaro e astringente nel sapore (rasa), dolce nell’effetto post digestivo (vipaka) e ha potenzialità fredda (vyria). Allevia tutti e tre i dosha, principalmente kapha e pitta. Ha una potenzialità speciale (prabhava) come promotore di intelletto (medhya). Possiede qualità di leggerezza (laghu). E’ usato in vari problemi mentali, malattie cardiache, problemi dermatologici ed è benefico come tonico generale e ringiovanente (Bhavaprakasa Nighantu).
USI MEDICINALI
L’intera pianta e le foglie sono usate a scopo medicinale. Esternamente la pasta delle foglie allevia le suppurazioni e promuove la cura delle ferite. E’ estremamente benefica in vari problemi della pelle, soprattutto nell’acne vulgaris. Internamente, il succo dell’intera pianta è considerato come una delle migliori medicine psicotrope. E comunemente usata per ansia nervosa, per bambini mentalmente ritardati o lenti nell’apprendimento. Mandukaparni promuove intelligenza e memoria e ha anche un effetto calmante e tranquillizzante. E’ conosciuta come erba anti-invecchiamento. Nei problemi mentali dà significativi miglioramenti sia nelle capacità generali che negli schemi di comportamento. Poiché sostiene Agni, è benefica nell’anoressia e nella colite. Nella tosse, nell’asma bronchiale, nella raucedine esplica un’azione mucolitica e allevia il problema mitigando il muco. E’ anche benefica in rakta pitta, nella debilitazione cardiaca associata ad edema e nella febbre poiché fa digerire ama. Agisce bene come lattodepurante e galactogogo. Varie affezioni della pelle, come ulcere croniche non curabili, rigonfiamenti ghiandolari e filaria reagiscono bene a Mandukaparni. Poiché è calmante e tranquillizzante agisce bene nell’isteria, nell’agitazione, nello stress mentale e nell’insonnia. Mandukaparni viene raramente usata come decotto poiché il calore distrugge le sue proprietà per cui l’infuso a freddo è preferibile, nella disuria viene efficacemente usata come diuretico.
PREPARAZIONI AYURVEDICHE
Sarasvatarista, Sarasvata ghrta, Brahnii panaka, Brahmi taila, Astanga ghrta ecc.

 
Markandika Nome Latino: Cassia angustifolia, Delile Famiglia: Leguminoceae Morfologia: Arbusto alto circa 1 metro. Foglie: insieme di 5-8 paia di foglioline.fiori: gialli, assomigliano ad aragvadha. Frutti: piatto con guscio nero di circa 3-8 cm di lunghezza con 5-8 semi. Nome sanscrito: Markandica Nome inglese: Indian senna Tipo: Piccola erba Usi: Allevia vata e pitta, purgativo, anemia, febbre Parti usate: Foglie, semi Dose: 1-3 gr Ingredienti: Sennasoids Preparazioni: Virechanyog Habitat: In tutta l’India Coltivato da: Semina, piantine, margotta Quantità a sacco: 250 kg Distanza di semina: 5 piedi Stagione di semina: Inverno Terreno: Argilloso e nero Irrigazione: Secondo necessità Fertilizzante: FYM Tempo di maturazione: Da 6 mesi a 1 anno Produzione: 2 kg di foglie per pianta Valore di mercato: 200 rupie per kg di polvere
 
Metika Nome Latino: Trigonella foenugraceum, linn Famiglia: Leguminoseae Morfologia: Pianta alta 30-60 cm. Foglie: insieme di tre foglioline. Fiori: piccoli, color giallo pallido. Frutti: guscio lungo 7-10 cm con 10-20 semi. Semi: giallo nerastri, rettangolari. Nome sanscrito: Methika Nome inglese: Fenugreek Tipo: Piccolo arbusto Usi: Allevia kapha e vata, utile per le artriti, tonico nervino, galactogogo Parti usate: Foglie, semi Dose: 1-3 gr Ingredienti: Trigonellina, vitamina a, ferro Preparazioni: Chaturbhadra Habitat: Zone aride Coltivato da: Semina, germogli Altre coltivazioni: Diversi Quantità a sacco: 200 gr per 1000 piedi lineari (30 kg al sacco) Distanza di semina: 25 cm Stagione di semina: Da ottobre a gennaio – stagione fredda Terreno: Argilloso, cotone nero Irrigazione: Secondo necessità Fertilizzante: 0.5 ton. Per 1000 piedi lineari Tempo di maturazione: Da 2 a 3 mesi Produzione: 10-15 kg per 1000 piedi lineari Valore di mercato: Semi: 150 rupie al kg, foglie: come verdura; 100 rupie al quintale per il sacco dei semi e 19 al quintale per sacco di foglie
 
Nimba Nome Latino: Azadirachta India, A. Juss. Famiglia: Meliaceae Morfologia: Albero alto 14-16 metri con un fusto diritto e solido. La corteccia, grigiastro scura, ha dei canali longitudinali che sono rossi all’interno. Secerne un fluido succo e della resina. Le foglie, alternate sono lunghe 20-30 cm e sono “bimperippinnate”. Le foglioline sottostanti sono opposte e vicine. I fiori hanno infiorescenza bianca. Frutti: Nome sanscrito: Nimba Nome inglese: Marnosa tree Tipo: Albero Usi: Allevia Pitta e Kapha, antielmintico, diuretico, febbrifugo, antivirale, antibatterico. Parti usate: Tutte Dose: Polvere di corteccia: 2-4 gr, succo delle foglie: 10-20 ml, olio: 5-10 gocce Ingredienti: Protomeliacine, limonoidi, azadiratina Preparazioni: Rakta shodhak vati, tail, nimbodi ch’urna Habitat: In tutte le parti dell’India Coltivato da: Semina, germogli, marzotta Altre coltivazioni: Uso parziale dopo maturazione Quantità a sacco: 250 kg Distanza di semina: 20 piedi Stagione di semina: Pre monsoni Terreno: Tutti i tipi di terreni Irrigazione: Secondo necessità Tempo di maturazione: 2- 7 anni Produzione: Semi: 550 kg per pianta, olio: 20-50 litri per pianta Valore di mercato: Corteccia: 20 rupie al kg, polvere di foglie: 35 rps al kg, olio: 70 rps al kg Propagazione: dai semi
 
Nimbuka Nome Latino: Citrus Medica, Linn Famiglia: Rutaceae Morfologia: Pinata alta 3-4 metri, di solito spinosa. Le fogliame piatto contenente olio di fragranza piacevole. Bordi interi o frastagliati. Fiori: piccoli, bianchi o rosati. Frutti: rotondi o ovoidali, spessi o sottili, grigi se maturi, giallo pallido quando acerbi. Polpa: gialla verdognola con 4 semi. Nome sanscrito: Nimbuk Nome inglese: Lemon Tipo: Albero Usi: Allevia Vata ePitta, digestivo, utile contro l’acidità, contro il prurito, i vermi, la febbre e l’anoressia. Parti usate: Frutti, semi. Dose: 10-20 ml, 1-3 gr Ingredienti: Acido citrico, vitamina c, acido gallico Preparazioni: Per purificazione da droghe, succo Habitat: In tutte le parti dell’India Coltivato da: Semina, germogli Quantità a sacco: 50 kg Distanza di semina: 20 piedi Stagione di semina: Ottobre Terreno: Terreno argilloso Irrigazione: Secondo necessità Fertilizzante: FYM Tempo di maturazione: 2-3 anni Produzione: 200 – 300 frutti per pianta Valore di mercato: 15 Rps per dozzina
 
Paribhadra

Nome Latino: Erythrina indica, Lam

Famiglia: Leguminaceae
Morfologia: Albero spinoso dalla veloce crescita alto circa 8-10 metri. Corteccia: ricoperta da una finissima pellicina giallognola che può essere rimossa. Foglie: 10-15 cm di lunghezza. Larghe, raggruppate in tre.
Sono di colore rosso, grandi e dalla loro base esce un dolce succo che può essere succhiato dal picciolo. Frutti: la buccia è lunga 15-30 cm e contiene 8-10 semi nero rossastri.
Nome sanscrito: Paribhadra
Nome inglese: Coral tree
Tipo: Albero
Usi: Allevia Kapha e Vata, anti infiammatorio, stimola l’appetito, allontana i vermi, riduce il grasso, antipiretico
Parti usate: Rami, corteccia, foglie
Dose: Decotto 50-100 ml, succo: 5-10 ml
Ingredienti: Erythraline, erysovine
Preparazioni: Paribhadra awaleh
Habitat: Foreste decidue (che perdono le foglie in inverno)
Coltivato da: Semina, germogli, margotta
Quantità a sacco: 500 kg
Distanza di semina: 20 piedi
Stagione di semina: Soleggiato
Terreno: Tutti i tipi
Irrigazione: Secondo necessità
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 2- 5 anni
Produzione:  5-15 kg di semi per pianta
Valore di mercato: 30 rps al kg

 
Pippali

Nome Latino: Piper longum, Linn

Famiglia: Peperaceae
Morfologia: Rampicante dal tipico profumo che ricopre il terreno o si arrampica su un supporto. Foglie: 5-8 cm di lunghezza. Assomigliano alle foglie di Betel, alternate con cinque venature prominenti. Fiori: solitari. Femminile e dà origine ad una pianta separata. Frutti: lunghi, arcuati. Sono rossi quando maturi e diventano grigi o neri quando sono essiccati. Fiorisce surante la stagione delle piogge e dà i frutti in estate.
Nome sanscrito: Pippali
Nome inglese: Long pepperPippali.jpg
Tipo: Rampicante
Usi: Allevia Kapha e Vata, anti asma, purifica la milza, contro la dissenteria, la gotta, lombaggine, dispepsia
Parti usate: Frutti
Dose: 05- 1 gr
Ingredienti: Peperina, gingiberne, triacontane
Preparazioni: Trikatu, gudapippali
Habitat: Le parti più calde dell’India
Coltivato da: Margotta
Altre coltivazioni: Talee
Quantità a sacco: 10000 margotte
Distanza di semina: 5 piedi
Stagione di semina: Pre monsonica
Terreno: Terreni acidi e sassosi
Irrigazione: Secondo necessità
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 2-3 anni
Produzione: 1500 kg
Valore di mercato: Radici 1000 rps al kg, frutti: 950 rps al kg
Altre informazioni: 
E’ una delle erbe menzionate in tutti gli antichi scritti di Ayurveda. In Sanskrito possiede vari sinonimi, che descrivono le sue proprietà e specialità come usana - pungente, capala - di azione veloce, krsna - nera, magadhi - dalla regione Magadha, upakulya - che cresce vicino a fonti d’acqua, kola - che migliora lo stimolo sensoriale, ecc. Il grande saggio Caraka l’ha classificata come dipaniya - uno stimolatore dell’appetito, kanthya - benefica per la gola, trptighna - anti saturativo, asthapanopaga - un coadiuvante al decotto enema, sirovirecaniya - una terapia di pulizia nasale, purisa sangrahaniya - dà forma alle feci, purisa virajaniya - dà colore alle feci, sita prasamana - allevia la sensazione di freddo alla pelle, sulaghna - anticolica, rasayana - ringiovanente, kasahara - antitosse, vamaka - emetico, hikka nigrahana - mitigatrice del singhiozzo (Caraka Samhita, Sutra A-4).
La radice di Pippali, Pippalmula, viene citata come dipaiya - uno stimolatore dell’appetito e sulaghna - anticolica. (Caraka Samhita, Sutra A-4). E’ uno degli ingredienti di Trikatu - i tre pungenti, cioè sunthi, Manca e Pippali, che sono la combinazione più comune come rimedio al dosha kapha. Trikatu è antiraffreddore, antitosse e anche antiasmatico. Pippali viene raccomandato soprattutto come rasayana del sistema respiratorio (Prana vaha Srotas) ed è il miglior rasayana per il dosa kapha.
La pianta cresce in tutta l’India, in foreste sempreverdi ed è coltivata in Assam, Tamil Nadu e Andhra Pradesh. Un piccolo arbusto con una grande radice legnosa e numerose fenditure, steli uniti che si ispessiscono in nodosità. Le foglie sono alternate, aperte, senza stipule e a forma di spada che varia ampiamente in misura. Le foglie più basse sono lunghe 5-7 cm. ma le più alte 2- 3 cm. I fiori sono in spighe solitarie; i frutti, bacche, in spighe carnose lunghe 2,5-3,5 cm. e spesse 5 mm. oblunghi, smussati e di colore nerastro. Le spighe mature, raccolte ed essiccate, danno il composto commerciale di Pippali. La radice è conosciuta come Pippalimula.
Il nome botanico è pipper longum, appartiene alla famiglia delle pipperacee.
PROPRIETA’ AYURVEDICHE
Pippali, quando è fresco e umido, è di sapore dolce (rasa), dolce nell’effetto post-digestivo (vipaka) e di qualità pesante (guru). Essicando, diviene pungente nel sapore e nell’effetto post-digestivo e semicaldo nella potenzialità. Possiede leggerezza (laghu), acutezza (tiksna) e untuosità (snigdha). Per cui Pippali fresco allevia Pitta ma aggrava Vata e Kapha. Al contrario Pippali essicato, che è comunemente usato, allevia Vata ma aggrava Pitta. E’ stimolatore di appetito, digestivo, ringiovanente, febbrifugo e tonico per il cervello (medhya) e allevia tutti e tre i dosha. (Bhavaprakasa).
USI MEDICINALI
Il frutto, comunemente conosciuto, sia in se stesso che nella sua radice, chiamato Pippalimula, viene usato per scopi medicinali. E’ raramente usato esternamente, in caso di dolori e di situazioni di gonfiore; in tale situazione viene applicata la sua pasta. Nonostante abbia proprietà blandamente antisettiche, è irritante per la pelle e dà luogo a reazioni allergiche. Internamente Pippali risulta oltremodo valido in una vasta gamma di malattie. Pippali è la medicina per eccellenza nei problemi di milza (Astanga Hrdaya, Uttara Sthana, A-40, 46-5 8). E’ un potente stimolante per i sistemi digestivo e respiratorio, è fortemente riscaldante e riduce il raffreddore, la congestione e di ama - gli elementi tossici non digeriti e rinforza le finzioni organiche indebolite. E’ anche ringiovanente per i polmoni e per il dosha kapha.
Trikatu è la formula più comune per mitigare i problemi dovuti a dosha kapha, per digerire ama; inoltre aumenta la biodisponibilità della medicina quando viene usato come medicamento complementare.
Pippali ristabilisce efficacemente le funzioni digestive ed è usato in caso di anoressia, indigestione, flatulenza, dolori addominali, iperacidità (con miele), ed emorroidi. Il decotto o il suo latte medicato possono essere usati per lo stesso scopo. E’ benefica quando viene somministrata con Amalaki nel trattamento dell’anemia. Per trattare qualunque tipo di febbre, il ghee medicato di Pippali è utilissimo. Nelle febbri croniche e in tubercolosi la preparazione Vardhamana Pippali è più efficace. Infatti, Vardhamana Pippali è un regime, apprezzato negli antichi scritti, in cui le dosi di Pippali sono gradualmente aumentate. Il primo giorno un’infusione di tre Pippali bolliti per pochi minuti in un misto di latte e acqua viene somministrata (4 sta a 1). Quindi per 10 giorni successivi la dose viene aumentata di un Pippali ogni giorno. Dopo 10 giorni la dose viene gradualmente diminuita di un Pippali al giorno. Durante questo regime solo il latte viene assunto come dieta. Questo metodo è utile nel trattamento di problemi respiratori cronici, anemia, febbri ricorrenti, emorroidi e problemi digestivi. Rinforza il sistema immunitario del corpo. Pippali è efficace come tonico del cervello e nei problemi di vata. Il decotto viene efficacemente usato nella sciatica e nell’emiplegia. Essendo il miglior ringiovanente, Pippali siddha ghrta è utile nella tubercolosi, nella tosse e, con ghee e miele, riduce la frequenza di parossismi (attacchi) nell’asma bronchiale. Aiuta anche a controllare il singhiozzo se assunto con miele. Rinforza anche il sistema riproduttivo, per cui viene usato come afrodisiaco. Agisce bene nell’amenorrea. Causasti Pippali è una delle preparazioni specifiche che viene preparata rinforzando la polvere Pippali nel triturarla con il decotto di Pippali stesso per la durata di 8 giorni (64 prahara). Ciò rende Pippali molto potente e forte, per cui va usato in dosi piccolissime. Pippali mula, la radice di Pippali, viene usata per problemi respiratori, nella flatulenza, per indurre al sonno e per alleviare dolori colici addominali.
PREPARAZIONI AYURVEDICHE
Pippalyasava, Vardhamana Pippali, Causasti Pippali, Pippali Thanda, Sitopaladi curna, Guda Pippali ecc.

 
Rasona

Latino: Allium sativum, Linn

Famiglia: Liliaceae
Morfologia: Arbusto perenne di circa 0,33-0,66 metri di altezza. Radici: delicate. Foglie: lunghe, fini che ricoprono le radici. Pushpadanda: cresce dal mezzo delle radici con una infiorescenza ad ombrello di fiori bianchi alla sommità o a grappoli di boccioli chiamati bulbil. Rizoma: coperto da una finissima pellicina bianca che contiene da 5 a 10 boccioli carnosi incapsulati.
Nome sanscrito: Rason
Nome inglese: Garlik
Tipo: Piccolo arbusto
Usi come piante mediinali: Allevia Vata e Kapha, espettorante, febbrifugo, diuretico, afrodisiaco, galactogogo
Parti usate: Bulbi, olio
Dose: 3-6 gr, olio: 1-2 gocce
Ingredienti: Scordinine, saponina, sativina
Preparazioni Ayurvedico: Rasnovati, lahsunadi, ghrit
Habitat: In tutta l’India
Coltivato da: Semina, germogli, bulbi
Quantità a sacco: 220-275 kg
Distanza di semina: 12 X 12 cm
Stagione di semina: Clima mite
Terreno: Terreno argilloso
Irrigazione: Ogni 3-5 giorni
Fertilizzante: FYM 4 tons
Tempo di maturazione: 3 mesi
Produzione: 60 quintali
Valore di mercato: Bulbi: 60 rps al kg, capsule: danno un buon guadagno

 
Rosmarino

Rosmarinus officinalis labiata

 rosmarino.jpgPianta medicinale: rosmarinus officinalis (labiata); il rosmarino era il simbolo della fedeltà in amore grazie alla sua azione rinforzante sulla memoria. E'un arbusto sempreverde, fortemente aromatico. 
Habitat: originario del Mediterraneo
Sapore :astringente dolce e amaro
Proprietà: stimolante, antinfiammatoria, carminativa e tonica
Parti usate: rami, foglie e fiori


  Azione e proprietà curativa: rosmarino e una pianta medicinale  che ha  un azione analgesico, rafforza i capillari, stimola la circolazione alla testa, migliora la concentrazione e la memoria. Allevia il mal di testa, l'emicrania, favorisce la crescita dei capelli. Il rosmarino come piante medicimale  è utile per la stanchezza legata ad insufficiente circolazione, stimola le ghiandole surrenali.

   E' apprezzata come pianta che alza il morale ed è utile per la depressione lieve e moderata. Il rosmarino è usato per trattare l'epilessia e le vertigini. Applicato come antidolorifico per affezioni reumatiche. L'infuso aggiunto all'acqua del bagno è rivitalizzante. Viene usato anche per il mal di gola, dolori e stanchezza muscolare. 

 

 
Shalmali Latino: Bombax malarica, DC Famiglia: Bombacaceae Morfologia: Albero alto circa 40 metri, il fusto è largo fino a 6 metri con forti spine presenti anche sui rami. Foglie: crescono tutte intorno al picciolo, lanceolate, in gruppi di 5-7 lunghe da 10 a 15 cm ciascuna. Fiori: rosso stronzio con grandi petali carnosi. Frutti: lunghi 12-18 cm, con 5 divisioni. Legnosi, con del soffice cotone all’interno e semi neri e morbidi. Si aprono in primavera liberando il soffice cotone nel’aria. L’albero perde le foglie da dicembre a marzo quando i bellissimi fiori rossi sbocciano. Dà i frutti tra marzo e maggio. Nome sanscrito: shalmali Nome inglese: Silk cotton Tipo: Albero Usi come piante medicinali :Specifico per i tridosha, utile contro la dissenteria, allevia le emorroidi e cura la emorragia Parti usate: Polvere di radici, resina Dose: 1-3 gr Ingredienti: Amido, zucchero, proteine, napthaquinone Preparazioni ayurvedica: Spalmali ghrita Habitat: In tutta l’India Coltivato da: Semina, germogli, margotta Distanza di semina: 50 piedi Stagione di semina: Pre monsoni Terreno: Diversificato, collinoso Irrigazione: Secondo necessità Fertilizzante: FYM Tempo di maturazione: 5-10 anni Produzione: Corteccia: 10-15  kg per pianta Valore di mercato: Resina 60 rps al kg, corteccia 30 rps al kg
 
Shatavari Nome Latino: Asparagus racemosus, wild Famiglia: Liliaceae Morfologia: Rampicante, folto e spinoso con solchi verticali sui rami. Fusto: spine untuose e triangolari lunghe 0,5-1 cm rivolte verso il basso. Lo stelo ha forma di foglia(patrabhasa kanda), infatti le foglie sono lo stelo. In grappoli di 2-6 lunghe da 1,25 a 2,5 cm, sottili, a forma ricurva. Infiorescenza: lunghe da 2,5 a 5 cm, contengono singoli o a piccoli grappoli dei piccoli fiori bianchi o rosa, di profumo dolce. Radici: la maggior parte, carnose, partono dalla base, spesse e assottigliate alle due estremità. Sono delle ghiandole gonfie d’azoto. I nuovi rami appaiono all’inizio della stagione delle piogge e si hanno i frutti in estate Nome sanscrito: Shatavari Nome inglese: Asperagus Tipo: Rampicante Usi come piante medicinale ayuvedica: Pacifica i tridosha, afrodisiaco, galactogogo, utile contro l’acidità, epatiti, debilitazione generale. Parti usate: Tubero, foglie Dose: 1-3 gr Ingredienti: Aspergamina, saponina, shataverina Preparazioni Ayurvedico: Kalp, succo, narayan tail Habitat: In tutta l’India Coltivato da: semina, germogli, margotta Altre coltivazioni: Rizomi Quantità a sacco: 500 kg Distanza di semina: 60 x 60 cm dalla punta Stagione di semina: Monsoni Terreno: Sabbioso e ben drenato, tutte le varietà di terreno Irrigazione: Buona irrigazione Fertilizzante: FYM = 12 ton a sacco Tempo di maturazione: 2,5- 3 anni Produzione: 5-7 ton Valore di mercato: Radici: 60 rps per kg, polvere: 90rps per kg Altre informazioni: E’ usato in India da migliaia di anni per le sue proprietà terapeutiche e toniche. E’ un tonico generale e un ringiovanente che è stato somministrato a persone di ogni tipo, costituzione, maschi o femmine, giovani o anziani. Infatti Satavari rappresenta il “rasayana universale”. Il nome Satavari è simbolico, significa “che possiede 100 mariti” Ha vari sinonimi quali atirasa - molto succoso, narayani - dal quale la famosa preparazione Narayana taila viene fatta, satpadi - possiede centinaia di radici, suksma patra - ha foglie minuscole. Caraka lo ha classificato come balya - che promuove forza o tonico, vaya sthapana - promuove longevità, sukra janana - spermatogenico (Caraka Samhita, Sutra A-4). Lo ha anche citato come ringiovanente (rasayana) ai dhatus rasa e mamsa e mamsavaha srotas. (Caraka Samhita, Cikitsa, A- 173). Susruta lo ha menzionato come sukra sodhana - purificatore dello sperma o seme. (Susruta Samhita, Sutra, A-38), mentre è citato come vajikara - aumenta il vigore sessuale e la quantità di seme (Sarngandhara Samhita). E’ anche classificato come Samsamana - non aggrava nè elimina i dosha dal corpo ma semplicemente rappacifica i dosha aggravati, soprattutto pitta (Astanga Hrdaya, Sutra, A- 13). La pianta cresce in tutta India in aree tropicali e si trova in Himalaja sino a 1300-1400 mt. La pianta è un agguerrito rampicante, che cresce in lunghezza di 1-2 mt. Le foglie sono verdi, brillanti, piccole, uniformi, simili ad aghi di pino. I fiori minuscoli bianchi a piccole spighe. Le radici sono simili a dita, a grappolo, tuberose, di lunghezza da 30 cm. a un metro o più, assottigliate in entrambe le estremità. I frutti sono bacche polpose di un colore nero porpora quando sono maturi. La pianta fiorisce in luglio e fruttifica in settembre. PROPRIETA’ AYURVEDICHE Satavari è dolce e amaro nel sapore (rasa), dolce nell’effetto post-digestivo (vipaka) e con potenzialità fredda (virya). Allevia i dosha vata e pitta. Possiede qualità di pesantezza (guru), untuosità (snigdha) e leggerezza (mrdu). Le proprietà principali sono freddo, ringiovanente, tonico, galactogogo, afrodisiaco, anabolico, benefico alla vista (caksusya). (Kaiyadeva Nighantu). USI MEDICINALI Le radici e le foglie sono usate per scopi medici. La pianta viene usata sia internamente che esternamente. L’olio medicato rappresenta il miglior medicamento nei problemi di vata e, nei problemi vata-pitta alla testa, è utile per il massaggio. La pasta delle sue foglie fresche viene applicata in caso di sensazione di bruciore alla pelle, vaiolo e bolle. La famosa preparazione Narayana taila è usata esternamente su vasta scala per il massaggio in molte malattie di vata. Rinforza i muscoli, allevia il dosa vata e riduce il dolore nella lombaggine, nella sciatica, nelle giunture infiammate e nella paresi. Internamente viene usata in molte malattie. Il succo fresco delle sue radici con miele riduce la sensazione di bruciore (daha) e di dolore nei tumori causati da pitta. Satavari ghrta (ghee) è la miglior panacea per problemi di acido peptico (iperacidità); è un efficace ammorbidente per le membrane secche ed infiammate dei polmoni, dello stomaco, dei reni, degli organi sessuali. E’ efficace nel trattamento di gastrite e ulcere duodenali, con iperacidità. Nei casi di diarrea e dissenteria con sanguinamento, il latte medicato o ghrta risulta estremamente benefico. Satavari aumenta anche l’appetito e stimola il fegato. Aumenta la qualità e la quantità di latte materno nelle madri, per cui le preparazioni di Satavari sono somministrate tradizionalmente nel periodo post-parto. E’ anche anabolico nei confronti dell’utero. Per cui è utile nella ipoplasia uterina delle ragazze. Vasa è benefico in rakta pitta (problemi di sanguinamento), ogni volta che il sanguinamento è continuo, mentre Satavari è salutare per il sanguinamento del retto. A questo scopo il succo di radice fresca o il suo decotto sono utili. Satavari rappresenta il miglior tonico nervoso, utile nella debilitazione causata dalla emorroidisia ed isteria. Satavari yoga viene usato a questo scopo. Come afrodisiaco, la polvere della sua radice (10 grammi) è raccomandata giornalmente con latte e zucchero. Agisce bene come tonico generale e aumenta i fluidi seminali. Nell’edema con origini cardiache, Satavari ha benefici effetti sul cuore, riduce l’edema e migliora la percentuale di emoglobina con Satavari siddha ghrta. Narayaba taila può essere usato con efficacia internamente nell’asma bronchiale. Allevia l’intensità dei broncospasmi e diminuisce la frequenza dei parossismi (attacchi). Satavari aumenta anche la diuresi, quindi è benefico nei calcoli urinari e nella disuria. Agisce bene come ringiovanente per migliorare la vista (drsti) se assunto per periodi prolungati. Phala grta è una delle preparazioni più conosciute di Satavari, che viene usata come un tonico generale per l’utero. Migliora la crescita uterina, mitiga la dismenorrea e la menorrea, aumenta la fertilità e manifesta proprietà anaboliche. Phala ghrta è una preparazione fatta da un antico veggente - Bharadvajia. Satavari costituisce il principale ringiovanente ayurvedico per le donne, come asvagandha lo è per gli uomini, nonostante essi abbiano qualche efficacia su entrambi i sessi. E’ un tonico estremamente nutriente per le donne dal menarca alla menopausa. PREPARAZIONI AYURVEDICHE Satavari ghrta, Narayana taila, Phala ghrta, Visnu taila, Satamulyadi lauha, Satavari panaka, Satavari curna, Satavari kalpa, Satavari yoga.
 
Tagara

Valeriana Wallichii

Tagara gode di un ruolo importante tra le erbe medicinali in India fin dai tempi antichi. E’ una delle erbe menzionate in tutti gli scritti di ayurveda. Ha numerosi sinonimi come parthiva, rajaharshana, koota, kshatra, dma ecc. e alcuni di loro come nata, nahusa, vakra e kutila, delineano le sue peculiari radici di forma irregolare. In Dhanvantari Nighantu e Bhavaprakasa la sua azione viene menzionata rispetto al sistema nervoso centrale. Questi testi annoverano varie proprietà e usi di Tagara, quali chaksusya - benefico per gli occhi, sirsa dosaghna - allevia tutte le malattie della testa, visaghna - anti-tossine, bhutapasmara nasana, rimedio per emorroidi, isteria e anche di contrasto alle potenze demoniache. Il grande saggio Caraka ha classificato Tagara come sitaprasamana - alleviante la sensazione di freddo sulla pelle (Caraka Samhita, Sutra A-4/17).
La pianta cresce in abbondanza nell’Himalaia occidentale, nel Kashmir, nel Garhwal, sulle colline del Khasi e nel Bhutan. Cresce all’altitudine di 2500-3000 mt. e raggiunge l’altezza di 45-50 cm. con un rizoma spesso ed orizzontale. Le foglie sono lunghe 2.5-7.5 cm. Quelle alla base, a lungo stelo e caulinari, sono poche e talvolta pinnate. I fiori sono unisessuali in corimbi, biancorosati, con un diametro di 2-7 cm. I frutti sono oblunghi, compressi e pelosi. La forma irregolare dei rizomi è piuttosto caratteristica: la presenza di graffiature sulle foglie sulla superficie e di piccole graffiature circolari sulle radici nella superficie inferiore è peculiare. Un’altra varietà di pinda Tagara viene menzionata in nighantus. Il nome botanico di Tagara è valeriana wallichii e appartiene alla famiglia delle valerianacee. Il rizoma contiene il 2% di olii essenziali.

PROPRIETA’ AYURVEDICHE
Tagara è amaro, pungente, dolce e astringente nel sapore (rasa), pungente nell’effetto post-digestivo (vipaka) e ha potenzialità calda (virya). Allevia i tre dosha. Possiede qualità di leggerezza (laghu) e oleosità (snigdha). E’ un anti epilettico, un analgesico ed è benefico agli occhi. E’ usato nell’emorroidisia, nell’isteria, nei problemi oculari, nel mal di testa.

USI MEDICiNALI
I rizomi di Tagara hanno grande valore medicamentoso. Sono usati sia esternamente che internamente. Esternamente la pasta delle radici viene applicata in ferite per migliorarne la cura, in fratture per promuovere la formazione callosa e in giunture con problemi reumatici, per alleviare il dolore e il gonfiore. Le ferite lavate con il decotto di radici guariscono prima e il dolore si allevia. La pasta di radici ammollata nell’acqua viene applicata alla fronte per alleviare il dolore.
Internamente Tagara viene usata in un’ampia gamma di malattie. L’azione sedativa dell’estratto di valeriana rispetto al CNS (Sistema Nervoso Centrale) trova utilizzazione nella pratica ayurvedica in caso di delirio, insonnia, emorroidisia e disordini comportamentali. E’ usata nell’ansia, nei tremori e come nervino per sostenere la memoria. Nelle malattie vata come paralisi e paresi facciali, Tagara rappresenta un valido rimedio. Agisce bene in artriti, problemi reumatici e gotta. E’ utile in problemi digestivi come anoressia, flatulenza, dolori addominali, asciti, associati con epatosplenomegalia ed epatite. Poiché allevia il dosha kapha, risulta benefica nel sedare tosse ed asma. E’ diuretica quindi benefica nella disuria. E’ salutare nella debilitazione sessuale maschile. Riequilibra il ciclo mestruale ed è un rimedio efficace per la dismenorrea. Nella diarrea sono somministrate le radici schiacciate in latte chiarificato. La potenza delle radici unite al miele viene raccomandata nell’emorroidisia.
SALVAGUARDIA
Un superdosaggio causa vomito, singhiozzo, freddezza agli arti e bradicardia.
L’antidoto a ciò è l’uva nera (mrdvika).
PREPARAZIONI AYURVEDICHE
Tagaradi kvarh, Tagarmula curna, Dasanga lepa ecc.

 
Taruni Nome Latino: Rosa centifolia, Linn Famiglia: Rosaceae Morfologia: Ne esistono molte varietà. La pianta è alta 3-6 metri. Spinosa. Foglie: insieme, di soluto di cinque, oblunghe con contorni seghettati. Fiori: a forma di uovo, rossi quando maturi . Nome sanscrito: Taruni Nome inglese: Rose Tipo: Arbusto Usi come piante meicinali: Allevia Vata e Pitta, digestivo, mediamente lassativo, utile per i diturbi di cuore e per la purificare il sangue. Parti usate: Fiori Dose: 1-3 gr Ingredienti: Vitamina C Preparazioni ayurvedica:Gulkanda Habitat: In tutta l’India Coltivato da: Margotta, stelo Quantità a sacco: 100 margotte per 100 piedi lineari Distanza di semina: 2 piedi Stagione di semina: Pre monsonica Terreno: Cotone nero Irrigazione: Sufficiente Fertilizzante: FYM – mezza carriola per 1000 piedi lineari Tempo di maturazione: 8-16 mesi Produzione: 400 gr di petali per pianta Valore di mercato: 16 rps
 
Tavaksira

Curcuma angustifolia

    Tavaksira è una delle erbe menzionate negli antichi scritti di Ayurveda. Ha numerosi sinonimi come yavaja, payaksira, gavayodbhava, talaksira, talasambhuta, vamsya, vamsaksiri, parthivi, godhumasambhuta ecc. Acarya Vagbhata l’ha menzionata come un rimedio per rakta pitta, tubercolosi, asma, raffreddore, sensazione di bruciore al corpo, distasi e come alleviatore di pitta dosha (Astanga Sanraha, Sutra, A-12/29).

    Tradizionalmente, un appetitoso khira o budino, viene preparato cuocendo la polvere del rizoma di Tavaksira con latte e zucchero finché diventa denso ed è usato come tonico generale per i bambini. La polvere del rizoma viene applicata sulle membrane mucose della cavità orale, nelle stomatiti, come elemento domestico. La pianta cresce dalla regione Kumao fino al Nepal, ad una altitudine di circa 1000 mt. E’ anche coltivata in tutta l’India. Un’erba sottile eretta, ramificata che cresce in altezza da 90 a 180 cm. con un rizoma carnoso cilindrico. Le foglie sono oblunghe ovoidali o lanceolate, larghe da 5 a 8 cm. e lunghe 30-45 cm, con una base arrotondata e una punta acuta. I fiori bianco rosati sono lunghi 2 cm. a grappoli. Il nome botanico di Tavaksira è curcuma angustifolia (Synonyim Maranta Arundinaceae) e appartiene alla famiglia delle scitaminacee. Molte altre specie come la curcuma leucorizia, c. montana, c. aromatica, c. rubesens, si trovano in Himalaya. Tavaksira contiene zucchero, grasso e resine.

PROPRIETA’ AYURVEDICHE
    Tavaksira è dolce nel sapore (rasa) dolce nell’effetto post-digestivo (vipaka) e ha potenzialità fredda (virya). Possiede qualità di leggerezza (laghu) e di oleosità (snigdha). E’ benefica nella diarrea, nella dissenteria, nella colite, in rakta pitta, nella sensazione di bruciore del corpo e nella debilitazione sessuale nei maschi. E’ usata per tubercolosi, asma e in affezioni causati da pitta dosha squilibrato (Astanga Sangraha, Sutra, A-12/29).

USI MEDICINALI
    rizomi di Tavaksira hanno grande valore medico. Sono usati sia esternamente che internamente. La polvere dei rizomi con miele viene applicata alle membrane mucose della cavità orale nelle stomatiti. Promuove anche la cura di ulcere allo stomaco. Internamente Tavaksira viene usata per varie malattie.  Internamente è benefica nella diarrea, dissenteria e colite ed è astringente. La polvere del rizoma cucinata nel latte viene somministrata con zucchero.

 
Tulasi

Nome Latino: Ocimum sanctum, Linn

Famiglia: Libiateae
Morfologia: Pianta annuale di circa 0,5-1 metro di altezza. Foglie: 1-2 cm di lunghezza, ovali, con bordi dentellati e senza punte ricoperte di una sottile lanugine. Venature sulla parte sotto che contengono delle sottili ghiandole di olio. Le foglie hanno un odore sgradevole. Fiori: infiorescenze verdi o blu-marroni. Semi: rotondi, piccoli, rossastri. Fiorisce e dà i frutti in inverno
Nome sanscrito: Tulasi
Nome inglese: Holy basil
Tipo: Albero
Usi della piante medicinale:Allevia Kapha e Vata, decongestionante, antibatterico, digestivo, anti infiammatorio
Parti usate: Foglie, semi
Dose: Succo: 5-15 ml, semi: 5-10 gr
Ingredienti: Fenolo, acido ursolico, glicocidi, acido ascorbico
Preparazioni ayurvedica:Tribhuvankirti
Habitat: In tutta l’India
Coltivato da: Semina, germogli
Altre coltivazioni: --
Quantità a sacco: 5 kg
Distanza di semina: 2 piedi
Stagione di semina: Inverno
Terreno: Cotone nero
Irrigazione: Secondo necessità
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 6 mesi- 1 anno
Produzione: 2 kg di foglie per pianta all’anno
Valore di mercato: 10 rps al kg

 
Vacha

Nome Latino: Acorus calamus, Linn

Famiglia: Araceae
Morfologia: Pianta sempreverde alta 1-2 metri. Cresce sui terreni paludosi. Ha un rizoma che assomiglia a quello di Ardraka, spesso come il dito medio con 5 o 6 nodi, coperto di peluria, rossastro e con un odore tipico. Foglie: verdi
Nome sanscrito: Vacha
Nome inglese: Sweet flag
Tipo: Piccolo arbusto
Usi: Allevia Kapha e Vata, aromatico, carminativo, anti-spasmodico, espettorante, afrodisiaco, tonico cerebrale
Parti usate: Rizomi
Dose: 25-50 mg
Ingredienti: Acerone, caffeina, flavoinoidi
Preparazioni ayurvedica:Saraswat choorn, olio
Habitat: in tutta l’India, terreni paludosi
Coltivato da: Semina, germogli, margotta
Quantità a sacco: 1 ton
Distanza di semina: 30 cm
Stagione di semina: Monsoni
Terreno: Argilla sabbiosa, terreno alluvionale
Irrigazione: Secondo necessità, continua
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 1 anno
Produzione: 1,5 ton per acro, 4,5-5 ton ad ettaro
Valore di mercato: Rizomi: 45 rps al kg
In sanskrito, “Vaca” significa “parlare”. Stimola il potere dell’autoespressione e dell’intelligenza. E’ una delle più rinomate erbe degli antichi veggenti vedici che la consideravano ringiovanente per cervello e sistema nervoso. Pulisce i canali sottili da tossine e ostruzioni aumentando l’attività di sadhaka pitta - il fuoco metabolico del sistema nervoso, acutizza inoltre la ricezione di (dhi) e la memoria (smrti). E’ infatti un’erba divina, soprattutto per i bambini, come nervoso.
Maharsi Caraka l’ha classificata come lekhaniya - erba riducente (soprattutto kapha e meda) ecc. trptighna - antisaturativa, asthapanopaga - aggiunta al decotto enema, sita prasamana - allevia sensazioni di freddo alla pelle, samjina sthapana - ristabilisce coscienza, vaya sthapana - promuove longevità, arsoghna - antiemorroidale, siro virecana - terapia nasale di pulizia. (Chaka Samhita, Sutra A-4).
Susruta l’ha citata come stanya sodana - lactodepurante, (Susruta Samhita Sutra A-38) ed è stata menzionata anche come pramathi - custode dei sosa che preserva i dosa fuori dai canali i.e. srotasas (Samgadhara Samhita). Molti testi ayurvedici l’hanno apprezzata come apasmarghna - antiepilettico e unmadaghna - antisterico. La pianta cresce in tutta l’India in luoghi umidi, fino a 1800 mt.di altezza, viene coltivata specialmente nel Kashmir, Manipur e Nagaland. L’erba perenne, con rizoma ramificato immerso nella melma, cresce 1-2 mt. in altezza. Le foglie, poche, alternano margini verdi brillanti e ondulati. I fiori sono piccoli, sessili, densamente avvolti da tutti i lati dello spadice, di 5-10 cm. di lunghezza. Il frutto non visto è a sei lati con 1-3 semi. I semi con testa sottile verde hanno forma cilindrica. Il nome botanico di Vaca è Acorus Calamus e appartiene alla famiglia delle aracee. La materia medica come Bhavaprakasa e Raja Nighantu citano un’altra varietà di Vaca o Sveta Vaca oemavati che Dravyaguna vijnana identifica come iris germanica. Si riporta che ci sia un’altra varietà di Vaca (Acorus gramineus, Soland) che cresce abbondantemente nell’Himalayas. La “sveta Vaca” menzionata in antichi testi potrebbe forse essere questa pianta.
PROPRIETA’ AYURVEDICHE
Vaca è amara e pungente nel sapore (rasa) pungente nell’effetto post-digestivo (vipaka) e ha alta potenzialità (viryia). Ha potenzialità speciale (prabhava) come tonico nervoso (medhya). Ha qualità di leggerezza (laghu), acutezza (tiksna) e secchezza (ruksa). Allevia kapha e vata ma aggravia il dosa pitta. E’ fragrante, emetica, digestiva, stimolatrice dell’appetito, alleviatrice della flatulenza, antiepilettica (Bhavaprakasa Nighantu).
USI MEDICiNALI
I rizomi di Vaca sono usati a scopo medicinale. L’erba viene usata sia internamente che esternamente. Nel reumatismo, nella febbre reumatica e nelle giunture reumatiche, la pasta applicata esternamente allevia gonfiore e dolore. Il succo di Vaca istillato nelle orecchie mitiga il mal d’orecchio e il ronzio. Nelle emorroidi la fumigazione con Vaca è utile. Il nasya - percorso nasale ordinario, di Vaca, è salutare nel mal di testa e nella pesantezza di testa causata da kapha, nell’incoscienza, emorroidisia ed isteria. L’inalazione delle polveri di Vaca e pippali E’ benefica per alleviare emicrania. La pasta di Vaca e sarsapa viene applicata sui rigonfiamenti infiammatori dei testicoli (orchite). Il decotto di Vaca con canfora viene usato efficacemente per pulire ferite e ulcere, poiché possiede azione antibiotica. Il massaggio con polvere secca è benefico nell’obesità per ridurre l’accumulo di grasso sottocutaneo. Internamente è utile in una vasta gamma di malattie. Agisce bene nei problemi digestivi come flatulenza, mancanza di appetito, di gusto, continuo dolore addominale e vermi. In dosaggio più alto provoca vomito. Nella diarrea e dissenteria associata a sete eccessiva causata da ama, il decotto di Vaca viene usato con beneficio. La polvere di Vaca data con acqua salata tiepida, provoca vomito e allevia il muco, la tosse e l’asma. Vaca è anche utile per ridurre la febbre.
Nell’emorroidisia le polveri di Vaca (brahmi) e jatamamsi agiscono bene assunte con il miele. Vaca viene somministrato con kostha insieme a miele nell’isteria. La nota formula Sarasvata curna che contiene Vaca è usata comunemente nell’emorroidisia, nell’isteria e come tonico celebrale. Vaca siddha ghrta è un eccellente tonico nervoso per i bambini, infatti migliora la memoria, le capacità ricettive e il linguaggio. Per i bambini la polvere di Vaca e yastimadhu viene somministrata con miele come tonico nervoso generale e rinvigorente. E’ un blando diuretico e quindi è benefica nella disuria, nei calcoli urinari, come complementare. Il succo di limone fresco e il finocchio sono antidoti agli effetti emetici di Vaca. Vaca dovrebbe esser usato come preventivo nella costituzione pitta e nelle condizioni di aggravamento dovute a pitta. Poiché stimola le contrazioni uterine, la combinazione di Vaca, kumkuma e Pippali viene usata per aumentare le doglie del parto. E’ anche salutare nella dismenorrea. Nei bambini lenti nell’apprendimento, la polvere Vaca in piccole quantità è raccomandata con il miele per lungo tempo con grande beneficio.
PREPARAZIONI AYURVEDICHE
Sarasvata curna, Sarasvatarista, Brahmi prasa, Medhya rasayana, Vaca taiala (per nasya) ecc.

 
Vasa

Nome Latino: Adhatoda vasica, Linn

Famiglia: AcanthaceaeVacha.jpg
Morfologia: Folto cespuglio alto 1- 3 metri. Foglie: 8-10 cm di lunghezza, verde biancastre, levigate, lanceolate. Fiori: bianchi, infiorescenza lunga circa 2,5 – 8 cm. I fiori sembrano la mascella di un leone. Frutti: lunghi 2 cm, guscio coperto da una fine peluria. Fiorisce da febbraio a marzo
Nome sanscrito: Vaasaa
Nome inglese: Malar nut
Tipo: Piccolo albero
Usi: Allevia Pitta e Kapha, espettorante, antipiretico, emostatico,
Parti usate: Radici, foglie, fiori
Dose:Succo: 10-20 ml, fiori: 1-3 gr
Ingredienti: Vasocina, canferolo
Preparazioni ayurvedico: Vasa avaleh, arista, panak, asav, ghrita
Habitat: in tutta l’India
Coltivato da: Semina, germogli, margotta
Quantità a sacco: 50 margotte per 1000 piedi lineari
Distanza di semina: 10 piedi
Stagione di semina: Stagione delle piogge
Terreno: tutti i tipi di terreno
Irrigazione: Secondo necessità
Fertilizzante: FYM
Tempo di maturazione: 1- 1,5 anni
Produzione: 10 kg per pianta (bimanually)
Valore di mercato: Foglie: 25 rps al kg
Propagazione: dai semi e dalle margotte

 

All ° A ° B ° C ° D ° E ° G ° H ° J ° K ° L ° M ° N ° P ° R ° S ° T ° V